A project by Mabel Palacín, featured at the Catalonia and Balearic Islands pavilion at the Venice Biennale
Ferran Mascarell and Vicenç Villatoro attend the launch at the Istituto Italiano
Mabel Palacín: 180º is the title of a project which, curated by David G. Torres and promoted by the Institut Ramon Llull, will represent Catalonia and the Balearic Islands in their first joint participation in the Venice Art Biennale, the world’s most important contemporary arts show. It is a video-art installation in line with earlier works by Mabel Palacín, which have all won unanimous plaudits from the international critics. In her proposal, Palacín reflects on the crisis in the status of the image and the change in its relations with reality.
The project was first presented at the Istituto Italiano di Cultura in Barcelona, with the attendance of the Minister of Culture in the Catalan government, Ferran Mascarell, and the director of the Institut Ramon Llull, Vicenç Villaltoro, who spoke of the importance of the presence of Catalonia and the Balearics at the Venice Biennale. For their part, David G. Torres and Mabel Palacín explained what Mabel Palacín 180º will consist of.
The starting point of Mabel Palacín: 180º is an image of an indeterminate place in Venice, photographed with extraordinary precision and detail. Subsequently, the same view is shot in video, so that this image is split into multiple points of view and different micronarratives. In this way, a series of contrasts is produced between the still image and the image in movement. In the words of the curator, David G. Torres, “the two proposals, the still filmed image and the videos which are at the vanishing points, reflect on the city as a setting for collectivity and a backdrop on which to develop different visions or views”.
The title of Palacín’s project comes from what is known in cinema as the “180-degree rule”, which determines how characters must be positioned with respect to the camera to avoid confusing the viewer. Mabel Palacín: 180º is a response to the loss of the link that used to exist between a photograph and reality and centres on a change of the viewer’s position with respect to the images and their implications. Mabel Palacín’s work is not only a reflection on the image in the contemporary situation but also seeks to offer a working basis on which art could reconstruct a usage of images.
The Catalonia and Balearic Islands project can be seen at Magazzino del Sale number 2. It will be open from 4 June until 30 October this year.
In parallel with this, in the same building as the Mabel Palacín: 180º presentation, there will be a cycle of lectures organised by the Institut Ramon Llull and the Venetian Sale collective. There will be a series of talks on current issues by prominent people.
Selection process
The process to select the curator and the artist to represent Catalonia and the Balearic Islands in Venice was open and transparent. The choice was made by a jury, put forward by the board of the Institut Ramon Llull, made up of seven internationally-recognised professionals. This committee of experts was chaired by Vicent Todolí, who was director of the Tate Modern in London until last June, and also included Bartomeu Marí, director of the MACBA; Laurence Rassel, director of the Fundació Antoni Tàpies; Joan Fontcuberta, artist; Cristina Ros, director of the Museu Es Baluard; Joan Cortés Servera, artist; and Bestué-Vives, artists invited to the international Art Biennale 2009.
Twenty-eight projects were entered, a third of them from abroad. From all these, the jury selected five finalists, who were interviewed, and finally, last September the project by David G. Torres and Mabel Palacín was chosen.
The Institut Ramon Llull took part in the Biennale for the first time in 2009 with the project La comunitat inconfessable, curated by Valentín Roma, an exhibition that was seen by more than 45,000 visitors.
Mabel Palacin: 180°
curator David G. Torres for Institut Ramon Lull
Location: Magazzino Del Sale 2
Dorsoduro 265 Venezia
From June 4th to October 30, 2011
54ma Biennale Arte Venice – Catalogna and Balearic Islands Pavillion
To reach Magazzino del Sale 2 from Piazzale Roma or Ferrovia (Santa Lucia Train station):
Ferry boat 61, direction Lido, stop Santo Spirito; ferry boat 2, direction Lido, stop Accademia; Ferry boat 1, direction Lido, stop Accademia or Salute.
To reach Magazzino del Sale 2 from Piazza San Marco:
Ferry boat 62, direction P. Roma, stop Santo Spirito; Ferry boat 2, direction P. Roma, stop Accademia; Ferry boat 1, direction P. Roma, stop Salute or Accademia.
Barcelona, 1 April 2011
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Mabel Palacín: 180º, Evento collaterale della 54. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia
Un progetto di Mabel Palacín protagonista del padiglione della Catalogna e delle Isole Baleari alla Biennale di Venezia
Ferran Mascarell e Vicenç Villatoro lo presentano all’Istituto Italiano
Mabel Palacín: 180º è il nome del progetto promosso dall’Institut Ramon Llull di cui è commissario David G. Torres e che rappresenterà la Catalogna e le Isole Baleari alla loro prima partecipazione congiunta alla Biennale d’Arte di Venezia, la mostra d’arte contemporanea più importante del mondo. Si tratta di un’installazione di video-art sulla stessa linea di altre opere precedenti di Mabel Palacín, che le sono già valse l’unanime plauso della critica internazionale. Nella sua proposta Palacín riflette sulla crisi dello status dell’immagine e sul cambiamento del rapporto dell’immagine con la realtà.
Il progetto è stato presentato all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona durante un incontro a cui hanno partecipato Ferran Mascarell, titolare del Ministero della Cultura del governo catalano, e Vicenç Villaltoro, direttore dell’Institut Ramon Llull. Nei loro interventi hanno entrambi sottolineato l’importanza della presenza della Catalogna e delle Isole Baleari alla Biennale di Venezia. Dal canto loro, David G. Torres e Mabel Palacín hanno spiegato in cosa consisterà Mabel Palacín 180º.
Il punto di partenza di Mabel Palacín: 180º è l’immagine di un luogo indefinito di Venezia, fotografato con straordinaria precisione e cura dei particolari. La stessa vista viene successivamente filmata, di modo che l’immagine è frazionata in numerosi punti di vista e diverse micronarrazioni. Si crea così una serie di contrasti tra l’immagine fissa e l’immagine in movimento. Nelle parole del commissario David G. Torres, “le due proposte, immagine fissa filmata e video che sono punti di fuga, riflettono sulla città come cornice della collettività e come scenario su cui sviluppare diverse visioni o sguardi”.
Il nome del progetto di Palacín parte da ciò che nel cinema si conosce come regola dei 180 gradi, che stabilisce la posizione dei personaggi rispetto alla macchina da presa per evitare di creare confusione nello spettatore. Mabel Palacín: 180º risponde alla perdita del legame che univa la fotografia alla realtà e si focalizza in un cambiamento di posizione dello spettatore rispetto alle immagini e alle loro implicazioni. L’opera di Mabel Palacín non è solo una riflessione sull’immagine nella contemporaneità, ma vuole offrire anche delle basi di lavoro su cui l’arte possa ricostruire un uso delle immagini.
Il progetto delle comunità della Catalogna e delle Isole Baleari si potrà vedere al Magazzino del Sale numero 2 dal 4 giugno al 30 ottobre di quest’anno.
Parallelamente, all’interno della stessa area in cui si presenterà Mabel Palacín: 180º, avrà luogo un ciclo di conferenze organizzate dall’Institut Ramon Llull e dal collettivo veneziano Sale, all’interno del quale si svolgeranno diversi colloqui su temi di attualità con relatori di prima fila.
Processo di selezione
Il processo di selezione del commissario e dell’artista che rappresenteranno la Catalogna e le Isole Baleari a Venezia si è svolto in modo aperto e trasparente. La scelta è stata effettuata da una giuria, proposta dalla direzione dell’Institut Ramon Llull, formata da sette professionisti di riconosciuto prestigio internazionale. Presiedeva il comitato di esperti Vicent Todolí, direttore fino a giugno scorso della Tate Modern di Londra; ne facevano parte inoltre Bartomeu Marí, direttore del MACBA, Laurence Rassel, direttrice della Fondazione Antoni Tàpies, Joan Fontcuberta, artista, Cristina Ros, direttrice del Museo Es Baluard, Joan Cortés Servera, artista, e Bestué-Vives, artisti invitati all’esposizione internazionale della Biennale d’Arte del 2009.
Sono stati presentati 28 progetti, di cui un terzo di provenienza internazionale. Tra tutti, la giuria ha selezionato cinque finalisti, che ha incontrato per un colloquio. A settembre 2010 è stato infine selezionato il progetto di David G. Torres e Mabel Palacín.
L’Institut Ramon Llull ha partecipato alla Biennale per la prima volta nel 2009 con il progetto La comunità inconfessabile, di cui era commissario Valentín Roma, una mostra che ha ricevuto oltre 45.000 visitatori.
Barcellona, 1 aprile 2011
Mabel Palacin: 180°
A cura di David G. Torres per Institut Ramon Lull
Magazzino Del Sale 2
Dorsoduro 265 Venezia
Dal 4 giugno al 30 ottobre 2011
54ma Biennale Arte di Venezia – Padiglione della Catalogna e delle Isole Baleari
Da Piazzale Roma o Ferrovia:
vaporetto 61, direzione Lido, fermata Santo Spirito; vaporetto linea 2, direzione Lido, fermata Accademia; vaporetto linea 1, direzione Lido, fermata Accademia o Salute.
Da Piazza San Marco:
vaporetto 62, direzione P. Roma, fermata Santo Spirito; vaporetto linea 2, direzione P. Roma, fermata Accademia; vaporetto linea 1, direzione P. Roma, fermata Salute o Accademia.






