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NUVOLE DI SAPONE – BUBBLE MACHINE – DAVID MEDALLA

CLOUDS OF SOAP by Elena G. Sotiropoulos
“Bubble Machine”, David Medalla

Certain spots even do not wash with soap, impurities of blood filling the streets do not
purify certainly with a good cleaning. We wash our hands every time they were dirty but if we wanted to wash the whole world we would need something more artifact.”Bubble Machine” seems to have an intention utopian, to clean the dirty things that surround us.
The thousands of soap bubbles are born
by the inspiration of the different times of David Medalla life. When we see before our eyes the fulfillment of death, the fluidity of events seems to stop.
So we need something where you can swim with the mind, travel to new places where the clouds obscure the sun.

The sense of construction of this machine invented by David Medalla is also born from the vision of those clouds that are in cities far from his home, where the flavors and smells of his childhood are far apart.
It’s just a dream unfeasible or you really can create something that allows us to describe all the facets of life?
The childhood scent and the continuous journey in search of ourselves, significant aspects and fundamental of life, are expressed in the idea of David Medalla; design and create something so immense as to remain suspended in time and space.
“Bubble Machine” goes beyond the limit of a still reality, to result in a current where the movement is activated again; the events of life win a sharper and cleaner meaning.

The dream is not so impossible, this machine that generates soap bubbles fully achieves the aim of tracing those clouds, which represent for David Medalla the journey of endless search for his and our identity.

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NUVOLE DI SAPONE di Elena G. Sotiropoulos
“Bubble Machine”, David Medalla

Certe macchie non si lavano nemmeno con il sapone, le impurità che riempono di sangue le strade non si
purificano di certo con una bella ripulita. Ci laviamo le mani ogni volta che sono sporche eppure se
volessimo lavare il mondo intero, avremmo bisogno di qualcosa di più artefatto. “Bubble Machine” sembra avere un intento utopico, pulire le cose luride che ci circondano.
Le mille bolle di sapone nascono dall’ispirazione dei diversi momenti della vita di David Medalla. Quando davanti ai nostri occhi vediamo compiersi la morte, la fluidità degli avvenimenti sembra arrestarsi. Allora abbiamo bisogno di qualcosa su cui poter nuotare con la mente, viaggiare in posti nuovi dove le nuvole oscurano il sole.

David Medalla, Cloud Canyons (Bubble machines auto-creative sculptures) 1963-1977
David Medalla, Cloud Canyons (Bubble machines auto-creative sculptures) 1963-1977 – Astuni gallery (Bologna 2015)

Il senso della costruzione di questa macchina ideata da David Medalla nasce anche dalla visione di quelle nuvole trovate in città lontane dalla sua casa, dove i sapori e gli odori della sua infanzia sono distanti. È solo un sogno irrealizzabile oppure è davvero possibile creare qualcosa che ci permetta di descrivere tutte le sfaccettature della vita? Il profumo dell’infanzia e il cammino continuo nella ricerca di noi stessi, aspetti significativi e fondamentali della vita, sono espressi nell’idea di David Medalla; progettare e creare qualcosa di talmente immenso da rimanere sospeso nel tempo e nello spazio.
“Bubble Machine” oltrepassa il limite di una realtà immobile, per sfociare in una corrente dove il movimento è attivato un’altra volta; gli avvenimenti della vita conquistano un significato più netto e pulito.

Il sogno non è poi così irrealizzabile, questa macchina che genera le bolle di sapone raggiunge interamente l’intento di tracciare quelle nuvole, le quali rappresentano per David Medalla il viaggio della ricerca infinita della sua e della nostra identità.

Elena Giorgia Sotiropoulos
November 2016

David-Medalla-with-Cloud-Canyons-n.2-bubble-machine-London-1964
David-Medalla with Cloud-Canyons n. 2 bubble machine London-1964 –

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