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SHEELA GOWDA – PIRELLI HANGARBICOCCA – MILANO

Sheela Gowda
Remains
Curated by Nuria Enguita e Lucia Aspesi
4.10/15-09- 2019

Sheela Gowda (Bhadravati, Karnataka, India, 1957; lives and works in Bangalore) is one of the leading names in contemporary art in India. After studying at Ken School of Art and Visva-Bharati University (India), Gowda deepened her research on painting at the Royal College of Art in London. Her work ranges from drawing, to sculpture, to large-scale installation, and involves the use of materials that often convey cultural values linked to the context they stem from. The artist’s works, characterized by a strong spatial dimension, assume elements of Modernism as a starting point, elaborated by the artist via production processes featuring strong ritualistic references. The emphasis on process can also be linked to local traditions of craft and the implicit role of labor in making art.

This exhibition is Sheela Gowda’s first solo show in Italy and, in addition to a new production, it will present a wide selection of works she has made from 1992 to the present time, including watercolors, prints, and site-specific installations. The latters are distinguished by a large variety of materials—such as hair, organic substances, cow dung, incense, and natural pigments—and will be displayed in connection with the iconic architecture of the Navate at Pirelli HangarBicocca.
The artist’s works have been exhibited in numerous solo shows in international venues and institutions, including Ikon Gallery, Birmingham (2017); Pérez Art Museum, Miami, Para Site, Hong Kong (2015); Centre international d’art et du paysage, Vassivière (2014); Irish Museum of Modern Art, Dublin, Lunds Konsthall, Lund, Van Abbemuseum, Eindhoven [travelling exhibition] (2013-14); Iniva, London (2011), Office for Contemporary Art (OCA), Oslo (2010). Sheela Gowda has also taken part in major group shows, including 31st São Paulo Biennale (2014); 1st Kochi-Muziris Biennale (2012); 53rd Venice Biennale; 9th Sharjah Biennale (2009); 9th Lyon Biennale; documenta 12 (2007).

Last admission to the exhibitions is at 9.15 PM

Sheela Gowda
Remains
A cura di Nuria Enguita e Lucia Aspesi

Conferenza stampa 2 aprile 2019, alle ore 12.00
Inaugurazione 3 aprile 2019, dalle ore 19.00
Dal 4 aprile al 15 settembre 2019

Pirelli HangarBicocca presenta “Remains”, la prima grande mostra personale di Sheela Gowda in Italia. Il progetto espositivo rappresenta un’opportunità unica per scoprire nei monumentali spazi delle Navate vent’anni di lavoro di quest’artista di origine indiana che ha saputo fondere tecniche, forme, cromie e materiali sconfinando in un’espressività sia astratta che figurativa in linea con gli esiti e le ricerche internazionali.

Un’ampia selezione di opere realizzate dal 1996 a oggi, tra cui installazioni e sculture site-specific oltre a stampe e acquerelli, sarà esposta accanto a una nuova produzione realizzata appositamente per la mostra. Le opere di Sheela Gowda fanno parte delle collezioni delle più importanti istituzioni internazionali, fra cui Tate Modern, Londra; MoMA – The Museum of Modern Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Walker Art Center, Minneapolis; Van Abbemuseum, Eindhoven e Kiran Nadar Museum, Nuova Delhi.

Da sempre Sheela Gowda (Bhadravati, Karnataka, India, 1957; vive e lavora a Bangalore) sviluppa la sua pratica attraverso un intenso dialogo e scambio tra le tradizioni artistiche locali e le forme d’arte internazionali.

Il progetto espositivo in Pirelli HangarBicocca sottolinea la poetica e il significato politico dell’opera di Gowda, la cui pratica scaturisce da uno sguardo ricettivo e approfondito sul mondo, e dalla consapevolezza del valore simbolico e comunicativo dei materiali, degli oggetti e degli scarti. La selezione delle opere in mostra rivela inoltre il costante lavoro dell’artista nella definizione della forma intesa come modalità di trasformazione dei significati. Come ha spiegato la stessa artista: «Un’opera è il risultato di una decisione, di una scelta. Se è vero che il mio lavoro nasce da contesti specifici, tuttavia la natura ultima di un’opera è modellata sulla base dell’astrazione; un’astrazione che non si limita a una scelta stilistica, ma il cui intento è comunicare significati e favorire molteplici letture».

Elemento centrale della sua pratica è inoltre la dimensione della liturgia, un rituale di trasformazione legato a un processo marcatamente performativo di manipolazione della materia e di confronto e relazione con questa. Attraverso la sua opera, Sheela Gowda ridefinisce il pathos in senso ampio, in un’indagine che ha a che fare con i sentimenti e l’affetto, la condizione relazionale tra gli oggetti, la loro raison d’être e la loro stessa natura: un “momento di incontro” che non va inteso come spazio temporale, ma come una forza capace di unire un insieme di circostanze.

La mostra è curata da Nuria Enguita, Direttrice di Bombas Gens Centre d’Art, Valencia, e Lucia Aspesi, Assistente curatore di Pirelli HangarBicocca.

Public Program

Sabato 6 aprile alle ore 11.00, all’interno della mostra si svolgerà una conversazione itinerante tra Sheela Gowda e Jessica Morgan, direttrice della DIA Art Foundation di New York. Il dialogo seguirà la disposizione delle opere in mostra relazionandosi direttamente a esse, permettendo così al pubblico di approfondire il lavoro dell’artista attraverso le sue stesse parole, accompagnate dalla visione di una delle più autorevoli curatrici internazionali di arte degli ultimi anni.

Mostre principali
Le opere di Sheela Gowda sono state presentate presso spazi e istituzioni di rilievo internazionale, tra cui Ikon Gallery, Birmingham (2017); Pérez Art Museum, Miami, Para Site, Hong Kong (2015); Centre international d’art et du paysage, Vassivière, Irish Museum of Modern Art, Dublino, Lunds Konsthall, Lund, Van Abbemuseum, Eindhoven [mostra itinerante] (2013-14); Iniva, Londra (2011), Office for Contemporary Art (OCA), Oslo (2010). Sheela Gowda ha partecipato a numerose rassegne ed esposizioni collettive tra cui 31ma Biennale di San Paolo (2014); 1ma Biennale di Kochi-Muziris (2012); 53ma Biennale di Venezia, 9na Biennale di Sharjah (2009); 9na Biennale di Lione, documenta 12 (2007).

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