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CITTÀDIMILANO – GIORGIO ANDREOTTA CALO’ – HANGAR BICOCCA

Pirelli HangarBicocca presenta la mostra
Giorgio Andreotta Calò
CITTÀDIMILANO
A cura di Roberta Tenconi

Conferenza stampa 12 febbraio 2019, ore 11.30 Opening 13 febbraio 2019, ore 19.00
Dal 14 febbraio al 21 luglio 2019

Pirelli HangarBicocca presenta CITTÀDIMILANO, la mostra personale di Giorgio Andreotta Calò: un arcipelago di opere del passato e di nuova produzione, raccolte per la prima volta insieme, che trasforma e riconfigura radicalmente lo spazio espositivo. Il percorso di mostra genera storie e visioni su diversi tempi e luoghi, da Venezia a Milano, dalle profondità del mare a quelle del sottosuolo.

Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979; vive e lavora tra Italia e Olanda) si contraddistingue nella scena artistica contemporanea per il suo linguaggio innovativo e nel 2017 ha rappresentato l’Italia alla 57ma Biennale di Venezia. Le sue opere includono sculture, installazioni ambientali di larga scala e interventi spaziali che trasformano architetture o interi paesaggi e sono spesso concepite per essere incluse in un ricco sistema di rimandi e collegamenti tra di loro, anche attraverso l’uso di elementi naturali densi di significati simbolici – come l’acqua, la luce e il fuoco. Il suo lavoro affonda le radici in alcune pratiche concettuali e processuali tipiche degli artisti degli anni Sessanta e Settanta per poi aprirsi a nuove evoluzioni ed è il risultato di un lungo processo di ricerca sui materiali – da quelli classici, come bronzo e legno, ad altri più inusuali come ad esempio il caranto, lo strato argilloso sottomarino su cui sorge la città di Venezia –, sulle tecniche di lavorazione e sulla loro origine. Il suo interesse per i materiali organici avvicina le sue opere agli attuali dibattiti internazionali sull’utilizzo e dispersione delle materie prime e ai temi sui cambiamenti socio-ecologici.

Parte integrante della sua metodologia artistica è la costante rielaborazione e riconfigurazione delle sue opere in base al contesto geografico e culturale in cui vengono esposte: per

CITTÀDIMILANO l’artista si concentra sulla sua pratica scultorea, presentando in stretto dialogo lavori realizzati dal 2008 a oggi e qui concepiti come parte di un unico paesaggio, che trasforma la percezione dell’ambiente ed evidenzia i legami che intercorrono tra le opere stesse. Un invito ai visitatori a creare il proprio percorso all’interno della mostra e i propri collegamenti. Per l’occasione Giorgio Andreotta Calò ha inoltre compiuto ricerche sulla storia della società Pirelli, concependo appositamente nuove opere, che portano alla luce narrazioni inedite del passato, legate alla città di Milano, ma che si relazionano a temi e luoghi già presenti nel lavoro dell’artista. Con questa mostra Pirelli HangarBicocca riconferma il suo impegno a sostenere la sperimentazione in ambito artistico e la produzione di nuove opere.

Il percorso espositivo

Il visitatore viene accolto sulla soglia dello spazio espositivo dalla proiezione di immagini sottomarine del relitto sommerso del piroscafo Città di Milano, da cui l’intera esposizione prende il titolo. Utilizzata all’inizio del secolo scorso dall’allora Pirelli Cavi per depositare nelle profondità del Mar Mediterraneo cavi sottomarini, il 16 giugno 1919 la nave naufragò presso la secca di Capo Graziano a Filicudi. L’artista ha estrapolato materiale video da riprese di repertorio effettuate nel 2015 sul relitto a 100 metri di profondità, montandole in un lavoro che funge da preludio e leit motiv di tutto il percorso, legato alle idee di navigazione, di immersione/emersione e di stratificazione fisica e simbolica, storica e geografica. Ulteriore richiamo a questa storia è la presenza in mostra di una porzione daneggiata di cavo per la trasmissione sottomarina di dati, lunga più di 30 metri. Risalente agli anni ’90 e recuperato la scorsa estate nei pressi di Ischia durante lavori di manutenzione, il cavo pende sospeso dal carroponte assumendo un aspetto organico e naturale. Entrambi i lavori riflettono l’interesse dell’artista sui concetti di connessione e trasmissione di informazioni, in particolare tra luoghi distanti o separati.

All’interno dello Shed si possono osservare alcune delle opere scultoree più rilevanti in una disposizione studiata da Giorgio Andreotta Calò che scardina la simmetrica architettura dello spazio e che trasforma l’ambiente in modo da “mettere il pubblico di fronte alla possibilità di intravedere qualcosa che si situa ‘oltre’” – come spiega l’artista. “Trasfigurare il luogo significa innanzitutto cogliere in esso un potenziale inespresso, una qualità espressiva definita anche da una storia passata, fatta di individui, per restituirlo a una nuova possibile funzione” (da un’intervista apparsa su Flash Art, numero 294, 2011).

Interessato alla rappresentazione dello scorrere del tempo e dei processi di trasformazione della materia, Andreotta Calò occupa l’intera superficie dello Shed con Produttivo (2019), una nuova installazione parte di una serie di sculture iniziata nel 2014 e costituita da campioni di roccia e sedimenti prelevati dal sottosuolo della laguna di Venezia (2014) e dell’area mineraria del Sulcis Iglesiente, in Sardegna (2014 e 2019). La disposizione a terra delle “carote” rispecchia quella della loro ubicazione e profondità originarie ed evidenzia in questo modo le diverse stratificazioni e particolarità cromatiche, ribaltando, però, la dimensione verticale delle estrazioni geologiche a quella orizzontale e lineare dello spazio dove vengono esposte. In particolare, la nuova imponente serie di carotaggi comprende oltre mille metri lineari di campioni di carbone e vari minerali provenienti dall’archivio della Carbosulcis, ultima miniera di carbone attiva in Italia e in fase di chiusura. A questi lavori si lega sia geograficamente sia tematicamente il film in 16mm, In girum imus nocte (2014). Realizzata nel Sulcis Iglesiente, dove l’artista ha trascorso lunghi periodi di ricerca e lavoro tra il 2013 e il 2015, l’opera mostra in forma onirica il viaggio notturno compiuto dall’artista all’interno della miniera Carbosulcis e, a piedi, con i lavoratori, verso l’isola di Sant’Antioco.

In CITTÀDIMILANO il corpus di lavori denonimato Clessidre (1999–in corso) è una rappresentazione formale della scansione del tempo. Queste sculture in bronzo sono realizzate attraverso una tecnica caratteristica della sua pratica, la fusione a cera persa, a partire da bricole – pali utilizzati a Venezia per gli ormeggi e spesso corrosi dall’acqua nella loro sezione centrale. In questo modo l’azione dell’acqua e il gesto artistico concorrono a determinare la forma della scultura, non a caso quella di una clessidra, che poi viene fissata nel tempo attraverso l’uso di un materiale incorruttibile. Alle Clessidre si connette tecnicamente un’altra serie iniziata nel 2013, quella delle Meduse: l’artista interviene direttamente sugli stessi tipi di pali in legno, che vengono trasformati in sculture dalle sembianze di medusa, organismo marino composto principalmente di acqua, da cui poi sono tratte ulteriori opere in bronzo. Questo processo di trasfigurazione della materia e di elementi naturali emerge anche in altri lavori esposti in Pirelli HangarBicocca, come nelle due serie Pinna Nobilis (2014–in corso) e DOGOD (2014–in corso): nella prima il titolo e la forma derivano dalla conchiglia del mollusco omonimo, organismo endemico delle coste del Mar Mediterraneo e in particolare dei luoghi attraversati dalla mostra, come Sardegna, Venezia e Filicudi; mentre la seconda prende origine da elementi ossei provenienti dall’Isola di Sant’Antioco in Sardegna riassemblati da Andreotta Calò generando una nuova forma, il muso di un cane.

L’opera che per Giorgio Andreotta Calò rappresenta il punto di partenza tematico e narrativo della mostra CITTÀDIMILANOVolver, scultura generata da un’azione realizzata a Milano nel 2008, in occasione della sua prima esposizione personale presso la Galleria Zero: l’artista all’interno della sua barca utilizzata nella laguna veneziana, vola sospeso tramite una gru sopra i tetti del quartiere Lambrate, compiendo un giro circolare per poi terminare l’azione sulla terrazza della galleria, dove l’imbarcazione viene sezionata in due parti e qui esposta adagiata sopra un sottile specchio d’acqua. A dieci anni di distanza, segnando simbolicamente il suo ritorno a Milano, l’artista ripropone Volver in una nuova configurazione: la barca viene, infatti, ricomposta in una forma scultorea che richiama quelle delle conchiglie della serie Pinna Nobilis, mentre l’azione originaria è documentata da una proiezione di un carosello di diapositive.

Il richiamo a Milano ritorna nuovamente nel lavoro che chiude la mostra: la stampa stenopeica di oltre 10 metri – carta fotografica di grandi dimensioni impressionata dalla luce naturale – della città vista dall’alto e in particolare dell’area orientale, dove si trova anche Lambrate, luogo dove Andreotta Calò aveva effettuato il suo volo. L’artista colloca l’opera specularmente rispetto alla proiezione iniziale del relitto del piroscafo Città di Milano, creando una sorta di quinta teatrale che incornicia lo spazio espositivo. La stampa è il risultato di un intervento di Calò presso il grattacielo Pirelli, un tempo storica sede della società e oggi di proprietà della Regione Lombardia, con cui ha trasformato un piano dell’edificio in una camera oscura per realizzare l’impressione ribaltata di Milano, colta come se fosse un orizzonte onirico.

Giorgio Andreotta Calò

I lavori di Giorgio Andreotta Calò sono stati esposti all’interno di contesti e istituzioni di rilievo internazionale, tra cui Oude Kerk, Amsterdam (2018); SMART Project Space, Amsterdam (2012); MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, in occasione del conseguimento del Premio Italia Arte Contemporanea (2012) e Galleria Civica, Trento (2009). Giorgio Andreotta Calò ha partecipato in numerose rassegne ed esposizioni collettive, tra cui 6a Quadriennale d’Arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2016); High Line Art, New York (2016); Triennale di Milano (2015); 54ma Biennale di Venezia (2001). Nel 2017 ha rappresentato l’Italia alla 57ma Biennale di Venezia. Tra il 2001 e il 2007 è stato assistente di Ilya ed Emilia Kabakov. Nel 2008 si è trasferito in Olanda dove è stato artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011).

Il programma espositivo

La mostra CITTÀDIMILANO è parte del programma artistico 2019-2020, concepito dal Direttore Artistico Vicente Todolí assieme al dipartimento curatoriale: Roberta Tenconi, Curatrice; Lucia Aspesi, Assistente Curatrice; Fiammetta Griccioli, Assistente Curatrice. La programmazione proseguirà con le mostre di Sheela Gowda (4 aprile–15 settembre 2019); Daniel Steegmann Mangrané (settembre 2019–gennaio 2020); Cerith Wyn Evans (ottobre 2019–febbraio 2020); Trisha Baga (febbraio–luglio 2020); Chen Zhen (aprile–settembre 2020); Neïl Beloufa (settembre 2020–gennaio 2021); Steve McQueen (ottobre 2020–febbraio 2021).

Pirelli HangarBicocca

Pirelli HangarBicocca è un’istituzione no profit dedicata alla promozione e alla produzione dell’arte contemporanea che riflette la cultura d’impresa di Pirelli e il suo impegno per la ricerca, l’innovazione e la diffusione dei linguaggi contemporanei. Con una ricca e intensa programmazione, Pirelli HangarBicocca presenta mostre personali dei più importanti artisti internazionali che si distinguono per il loro carattere di ricerca e sperimentazione, oltre che un calendario di eventi culturali e approfondimenti, garantendo al pubblico l’accesso gratuito allo spazio.

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Pirelli HangarBicocca presents the exhibition
Giorgio Andreotta Calò
CITTÀDIMILANO
Curated by Roberta Tenconi
Press Conference 12 February 2019, 11.30 AM Opening 13 February 2019, 7 PM
From 14 February to 21 July 2019

Pirelli HangarBicocca presents CITTÀDIMILANO, the solo show by Giorgio Andreotta Calò. Combining artworks from earlier stages in his career with more recent pieces, brought together for the first time, the show transforms and radically reconfigures the space. The exhibition flows in a way that generates stories and perspectives on a variety of different times and places, from Venice to Milan, from the depths of the sea to those of the subsoil.

Giorgio Andreotta Calò (Venice, 1979; he lives and works in Italy and the Netherlands) has distinguished himself on the contemporary art scene by developing a unique artistic language and in 2017 represented Italy at the 57th Venice Biennale. His works include sculptures, large-scale site-specific installations and spatial works that transform both fragments of buildings and entire landscapes; they are often designed to be included in a rich patchwork of self-referencing connections, in part through the use of natural elements dense with symbolic meanings, such as water, light and fire. His work is rooted in conceptual and processual practices typical of artists of the Sixties and Seventies but it also evolves into new directions. It always comes as the result of a long process of research into materials—from the more classical, such as bronze and wood, to the more unusual, such as caranto clay, the submarine layer beneath the city of Venice—, processing techniques and their origin. His interest in organic materials links his works to current international debates on the use and dispersal of raw materials and themes of socio-ecological change.

The constant re-elaboration and reconfiguration of his works based on the geographical and cultural context in which they are exhibited is an integral part of his artistic methodology. For

CITTÀDIMILANO the artist focuses on his sculptural practice, displaying works created since 2008, and here conceived as part of a single landscape that transforms the perception of the environment and highlights the links existing between the artworks in a close dialogue. Visitors are thus invited to make their own connections and create their own route through the exhibition. Giorgio Andreotta Calò has also carried out research into the history of the Pirelli Company, creating new works that bring to light previously unknown stories from the past, linked to the city of Milan but similarly related to themes and locations already present in the artist’s work. With this exhibition, Pirelli HangarBicocca yet again confirms its commitment to supporting experimentation in the arts and the production of new works.

The exhibition

The visitor is welcomed into the exhibition space by the projection of underwater images of the submerged shipwreck of the Città di Milano [City of Milan], from which the exhibition takes its name. Used at the beginning of the last century by the company then known as Pirelli Cavi to lay underwater cables in the depths of the Mediterranean Sea, the ship sank close to Capo Graziano on the island of Filicudi, near Sicily, on 16 June 1919. The artist extrapolated video footage from archive material filmed on the wreck at a depth of 100 meters in 2015. He then assembled this into a work that serves as a prelude and leitmotif to the exhibition that is linked to ideas of navigation, immersion and surfacing, and stratification, in a physical, symbolic, historical and geographical sense. One further reference to this story is provided by the presence in the exhibition of a damaged section of cable, over 30 meters in length, used for the underwater transmission of data. Dating from the 1990s, it was recovered last summer near Ischia, in Italy, during maintenance work; and suspended from the Shed ceiling, the cable takes on an organic and zoomorphic appearance. Both works reflect the artist’s interest in the connection and transmission of information, particularly between distant or separate locations.

Works on display in the Shed include some of Giorgio Andreotta Calò’s largest sculptures; their layout, designed by the artist, deconstructs the architectural symmetry of the space and transforms the setting in a way that “presents visitors with the chance to glimpse something that lies beyond,” as he himself explains. “Transfiguring a place is first and foremost about capturing an unexpressed potential within it, an expressive quality defined by a past history, one created by individuals, before it can be given a possible new function” (from an interview with Flash Art, issue 294, 2011).

Interested in the representation of the passing of time and processes of transforming material, Andreotta Calò occupies the entire surface area of the Shed with his Produttivo, (2019), a new installation forming part of a series of sculptures begun in 2014, and consisting of samples of rock and sediment taken from the subsoil of the Venice Lagoon (2014) and the Sulcis Iglesiente mining area in Sardinia (2016 and 2019). The placement of the samples on the ground reflects their original location and depth, highlighting the various stratifications and chromatic features but overturning the vertical dimension of these geological extractions in the horizontal and linear exhibition space. In particular, the extensive new series of core samples includes over a thousand linear meters of samples of coal and various minerals from the archive at the Carbosulcis, Italy’s last active coal mine that is located in Sardinia and is in the process of being closed. These works are linked both geographically and thematically to the 16mm film In girum imus nocte (2014), which was made in the Sulcis Iglesiente, where the artist spent long spells researching and working between 2013 and 2015. The film shows a dreamlike night-time journey undertaken by the artist inside the Carbosulcis mine and, on foot, with the workers, to the nearby island of Sant’Antioco.

In CITTÀDIMILANO the body of works known as Clessidre (1999–in progress) is a formal representation of the passing of time. These bronze sculptures are made using a technique typical of Andreotta Calò’s art, the lost wax casting, from bricole—Venetian mooring piles that are often corroded by water in their midsection. Both the action of water and that of the artist therefore contribute to determining the shape of the sculpture—not by chance that of an hourglass—which is then fixed in time by means of a material that cannot be corroded. Clessidre is linked technically to another series begun in 2013, the Meduse , in which the artist works directly on the same types of wooden poles; these are transformed into sculptures that resemble jellyfish, or meduse, marine organisms consisting primarily of water, from which further bronze works are cast. This process of transfiguring the material and natural elements emerges in other works on display at Pirelli HangarBicocca, such as the two Pinna Nobilis (2014–in progress) and DOGOD (2014–in progress) series. The title and shape of the former derive from the shell of the mollusk of the same name, an organism endemic to the Mediterranean and to the locations touched upon by the exhibition in particular, such as Sardinia, Venice, and Filicudi; while the latter series is rooted in bone elements from the island of Sant’Antioco in Sardinia, reassembled by Andreotta Calò to create a new shape, the face of a dog.

The work that represents the thematic and narrative starting point of the CITTÀDIMILANO exhibition for Giorgio Andreotta Calò is Volver, a sculpture generated by an action carried out in Milan in 2008 on the occasion of his first solo exhibition at the Galleria Zero: in his boat used on the Venice Lagoon, the artist flew in a circle over the rooftops of the Lambrate district suspended from a crane before landing on the gallery terrace, where the boat was cut in half and exhibited above a thin mirror of water. Ten years later, symbolically marking his return to Milan, the artist re-exhibits Volver but this time with a new configuration: the boat has been put back together in a sculptural form reminiscent of the shells of the Pinna Nobilis series, while the original event is documented by the projection of a carousel of slides.

The reference to Milan returns in the work that closes the exhibition: the pinhole print measuring over 10 meters—a large piece of photographic paper exposed to natural light—of the city seen from above, specifically the east area, which is also home to the Lambrate district and over which Andreotta Calò had flown in his boat in 2008. The artist has located this piece in a way that mirrors the projection of the wreck of the Città di Milano at the start of the exhibition, creating a sort of theatrical backdrop to frame the exhibition space. Calò made the print at the Pirelli Tower—historically the Company’s headquarter, now home of the Lombardy Region— where he turned the top floor of the building into a camera obscura to create a reversed image of Milan, captured as if it were a dreamlike horizon.

Giorgio Andreotta Calò

Giorgio Andreotta Calò’s works have been exhibited at internationally renowned sites and institutions, including Oude Kerk, Amsterdam (2018); SMART Project Space, Amsterdam (2012); MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo in Rome—on the occasion of him receiving the Premio Italia Arte Contemporanea (2012)—and the Galleria Civica, Trento (2009). Giorgio Andreotta Calò has taken part in numerous group exhibitions and institutions, including the 16th Quadriennale d’Arte, Palazzo delle Esposizioni, Rome (2016); High Line Art, New York (2016); Triennale di Milano (2015); 54th Venice Biennale (2001). In 2017, he represented Italy at the 57th Venice Biennale. Between 2001 and 2007, he was assistant to the artists Ilya and Emilia Kabakov. In 2008, he moved to the Netherlands, where he was artist-in-residence at the Rijksakademie van Beeldende Kunsten in Amsterdam (2009–2011).

Exhibition Program

The CITTÀDIMILANO exhibition is part of the 2019–2020 artistic program conceived by the Artistic Director Vicente Todolí together with the curatorial department: Roberta Tenconi, Curator; Lucia Aspesi, Assistant Curator; and Fiammetta Griccioli, Assistant Curator. The program will continue with exhibitions by Sheela Gowda (4 April – 15 September 2019); Daniel Steegmann Mangrané (September 2019–January 2020); Cerith Wyn Evans (October 2019– February 2020); Trisha Baga (February–July 2020); Chen Zhen (April–September 2020); Neïl Beloufa (September 2020–January 2021); and Steve McQueen (October 2020–February 2021).

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