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IL CRIMINE IN TEMPI DI CRISI – 1ST FLASH STORY DI PAOLO OTTAI

crisi - illustrazione di Raffaella Losapio
“crisi: respira e … via” – illustrazione di Raffaella Losapio

Flash story di Paolo Ottai

In tempi di crisi tutte le nostre attività vanno ripensate. Questo vale sia per i criminali che per i tutori della legge.

Riporto qui di seguito uno spaccato di vita quotidiana di un criminale medio.

Sono un rapinatore di banche. Avevo pianificato il colpo al caveau con due complici e tutto era andato secondo i piani. Mentre i miei due complici tenevano i cassieri sotto il tiro delle loro fionde, io col martello rompevo il salvadanaio della banca (nessuna banca ormai poteva più permettersi in vero caveau). Era un salvadanaio ultimo modello, rinforzato in ceramica, ma anche il mio martello era in ghisa extraforte, comprato a porta Portese dal nostro rigattiere di fiducia.

Romperlo fu un giochetto da ragazzi: il bottino era più sostanzioso del previsto. In mezzo al mucchietto di centesimi c’erano anche varie monete da due euro.

Con il bottino arretrammo fino all’uscita, dove i nostri complici ci aspettavano con gli skate board. Ci allontanammo a tutta velocità, seminando la polizia, che ci inseguiva sui pattini. Arrivammo al capolinea degli autobus, con cui saremmo fuggiti. Distribuii i biglietti ai complici.

Separiamoci, dissi, due di noi saliranno sul 60, gli altri sull’85. Così sarà più facile far perdere le nostre tracce.

Mi sentivo tranquillo, la linea express procedeva abbastanza spedita, quando il mio istinto mi mise in guardia. Notai un 75 dietro di noi, che invece di svoltare verso piazza Indipendenza, ci seguiva lungo via Nazionale.

Vidi anche due agenti in uniforme accanto al conducente del 75. Subito mi affiancai all’autista del nostro mezzo e dissi: sono un agente segreto, ci sono due spie sul bus che ci segue, devi seminarli.

Tranquilli disse il nostro conducente e accelerò fino a piazza della Repubblica, fece la rotatoria sulle due ruote interne, imboccò di nuovo via Nazionale e curvando a 90 gradi imboccò contromano via 4 Fontane, poi si reimmise in via XX Settembre e riprese il percorso normale. Eravamo riusciti a seminare l’autobus inseguitore.

Decidemmo di scendere alla fermata successiva, ma ci trovammo la strada sbarrata da un controllore, che stava salendo.

Biglietto, prego.

Gli mostrai il mio

Mi dispiace, signore, ma il suo biglietto è scaduto da 5 minuti. Concilia?

Maledetto cretino, dissi al mio complice, non potevi comprare 2 biglietti nuovi?

Non mi bastavano i soldi, rispose.

Aprii il sacchetto del bottino e cominciai a contare. Per fortuna il nostro bottino era sufficiente per pagare la multa e ci avanzava anche un caffè.

Pazienza, avremo più fortuna con la prossima rapina, dissi tra me e me, e scesi.

 

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