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INVASION/ NOT-INVASION | VALENTINA COLELLA PROJECT FOR AOCF58 IN ROME

Invasion/Not-invasion

Text by Vittoria Biasi – Curator and Art Critic

The installation Invasion/ not-invasion originates from artist’s real experience: simple or specialist objects give raise to a source of  truth, enhanced and deprived of structure during its reiteration course. Their images impressed on transparent sheets transform the daily life into shafts of light, into quiddities wafting into place moved by somebody’s breathing. The pages-body have the colour of the aurora or of the sunset, of a chromatic glow that wish to be its life. Since her first works Valentina Colella experiments a mark on the brink of her own escape, looking for a limit where she can  meet the collapse of her bounds (Entrata/Uscita dalla gabbia, 2006; fill a hole, 2010).

The artist’s scenario is a linguistic construction, a style experiment to conquer her own personal view, not filtered by fashions or banalities. The Valentina Colella’s project for AOCF58 is a site specific work, where the artist stakes a social thought summarized in the title Invasion/ not-invasion, in the arrangement of the work which doesn’t get hold of the walls and in the media choice.

The word invasion mixes up the wish of expansion into the space. The slash traces back to the intentional dimension, to the concept either of a threshold to be crossed or from where you can observe your own antithesis. The expression condenses the polarities of feeling, of the action between shadow and light. In such a sense, the title outlines the natural change, the erosion of a meaning, the little movement toward the representation: the intentionality of the space between the allusion to the body and its suggestion. The body, under different specificities, within its absence, is the reference-point of a linguistics, of a demagogic development, of vanishing and minimal visions. For the artist, the space and its absence trace the positive bounds of the narration around the body and around its object identifications.

The vacuum is a  visual part of a poetics and of a language metaphysics, it is a liberation of possibilities, research of a sense, secret transmitted around the concept of  absence. The transparency of images builds an uncatchable charter, fluctuating onto a matter beyond the limit of the being. In every language, in each history, the word body crosses many metaphors and the female body many invasions.

Valentina Colella declairs “the objects in display belong to somebody’s private world, which is the recurring argument of my works. Their representation is like a nearly pathological observation on intimacy and of one’s own soul where it flows the secret aspect of life. The places are often represented by the objects which take them up. These ones can describe a life of a person. For my exhibition I have typified the space through what I considered useful for a beauty treatment and for the problems connected to the women. In the installation the spectator can choose whether he can walk up to my objects going inside the work in order to live them, or passing by the installation  avoiding them and look at the others, or make them shadows, suspended ghosts”.

All over the gallery’s wall, the special effects obtained by shadows and lights are mistaken with the video-playing of the same objects or with the shadow of the audience, giving birth to a casual whirl, to an overlap of souls.

Vittoria Biasi

Traslator: Salvatore Rollo

progetto INVASIONE NON INVASIONE
progetto INVASIONE NON INVASIONE

Invasione/ Non invasione

Testo di Vittoria Biasi 

L’installazione Invasione/ Non invasione ha origine da esperienze reali dell’artista: oggetti semplici o specialistici costruiscono un principio di verità, esaltati e destrutturati nel procedimento di ripetizione. La loro immagine impressa su fogli trasparenti trasforma la realtà quotidiana in fasci di luce, in essenze che aleggiano mosse dal respiro dell’ambiente. Le pagine-corpo hanno il colore dell’aurora o del tramonto, di una luminescenza cromatica che aspira a una sua vita. Fin dalle prime opere (entrata/uscita dalla gabbia – 2006), Valentina Colella sperimenta un segno sull’orlo della sua stessa evasione, cercando un confine in cui incontrare il crollo del limite.

Lo scenario dell’artista è una costruzione linguistica, un esercizio di stile per la conquista di una visione personale, non filtrata da stereotipi o mode. Il progetto proposto da Valentina Colella per AOCF58 si configura come opera site specific, in cui l’artista mette in gioco un pensiero sociale sintetizzato nel titolo Invasione/ Non invasione, nella collocazione dell’opera che non si impossessa delle pareti e nella scelta del media.

La parola “invasione” coinvolge il desiderio di espansione nello spazio. Lo slash riconduce alla dimensione intenzionale, al concetto di soglia da valicare o da cui osservare il proprio contrario. L’espressione condensa le polarità del sentire, dell’agire tra l’ombra e la luce. In tal senso, il titolo indica la variante naturale, l’erosione di un significato, lo spostamento minimo verso la rappresentazione: l’intenzionalità dello spazio tra l’allusione al corpo e la sua suggestione. Il corpo, nelle differenti specificità, nella sua assenza, è il referente di una linguistica, di un’edificazione demagogica, di visioni evanescenti, minime. Per l’artista, lo spazio e l’assenza tracciano il perimetro concreto della narrazione attorno al corpo, alle sue segnaletiche oggettuali.

Il vuoto è parte visiva della poetica e della metafisica del linguaggio, è liberazione di possibilità, ricerca di senso, segreto diffuso attorno al concetto di assenza. La trasparenza delle immagini costruisce uno statuto imprendibile, fluttuante in un discorso oltre la frontiera dell’essere. Il termine corpo, in ogni lingua, attraversa molte metafore e il corpo femminile, in ogni storia, molte invasioni.

“ Gli oggetti presentati, afferma Valentina Colella, appartengono al mondo privato, che è il tema ricorrente nelle mie opere. La loro rappresentazione è un gioco di osservazione quasi morbosa dell’intimità e dell’intimo dove scorre l’aspetto segreto della vita. I luoghi sono spesso rappresentati dagli oggetti che li occupano. Questi possono descrivere la vita di una persona. Per la mia mostra ho caratterizzato lo spazio con ciò che necessita per la cura della bellezza e dei problemi legati all’essere donna. Nell’installazione lo spettatore può scegliere se avvicinarsi ai miei oggetti, passando nell’opera per viverli, o può evitarli, per vederne altri o farli restare ombre, spettri sospesi, passando ai lati dell’installazione”.

Sulle pareti della galleria, il gioco di ombre e luci si confonde con la videoproiezione degli stessi oggetti, con l’ombra degli spettatori, dando vita ad una giostra involontaria, ad una sovrapposizione di essenze.

Vittoria Biasi

INVASIONE NON INVASIONE

Comunicato stampa

Artista: VALENTINA COLELLA
Titolo: Invasione/ Non invasione
A cura di Vittoria Biasi
Sede:   AOCF58, via Flaminia 58 – 00196 – Roma
Inaugurazione: 6 giugno 2011, ore 18.30
Periodo: 6 al 30 giugno 2011
Orario: lun-ven. 17.30-20,00

Presente per la prima volta sulla scena romana, la giovane artista Valentina Colella propone l’installazione  Invasione/ Non invasione, la cui centralità è il corpo narrato attraverso alcuni oggetti.

“Il titolo dell’installazione, scrive il curatore Vittoria Biasi, condensa la dimensione dinamica tra le due polarità del sentire. L’artista presenta oggetti sospesi (silk epil, pinzette, dischi di cotone), di uso quotidiano, liberati nello spazio, mossi dal passaggio del visitatore. Sulle pareti della galleria il gioco di ombre e luci si confonde con la videoproiezione degli stessi oggetti, con l’ombra degli spettatori in una giostra involontaria, una frontiera comune.”

Valentina Colella (29 0ttobre del 1984). Laurea triennale in Decorazione indirizzo Beni Storico Artistici, Accademia di Belle Arti Aquila (2007); Laurea di specializzazione in PROGETTAZIONE E CURA DEGLI ALLESTIMENTI ARTISTICI, Accademia di Belle Arti Firenze (2010). Inizia il cammino dell’arte cercando di far parlare le proprie opere con graffi nel colore, con  fotografie, con video. Matura un’arte tesa non a separare, ma ad unire le coordinate vitali della natura umana. Dal 2006 il suo lavoro è sull’idea di confine tra entrata/uscita da una gabbia, sui limiti della perversione e l’uso della bugia in rete (chat).

INVASIONE NON INVASIONE

Curriculum

Valentina Colella (29 0ttobre del 1984).

Laurea triennale in Decorazione indirizzo Beni Storico Artistici, Accademia di Belle Arti dell’Aquila (2007); Laurea di specializzazione in PROGETTAZIONE E CURA DEGLI ALLESTIMENTI ARTISTICI, Accademia di Belle Arti di Firenze (2010).

Inizia il cammino dell’arte cercando di far parlare le proprie opere con graffi nel colore, con fotografie, con video. Matura un’arte tesa non a separare, ma a unire le coordinate vitali dalla natura umana. Dal 2006 il suo lavoro è sull’idea di confine tra entrata/uscita da una gabbia, sui limiti della perversione e l’uso della bugia in rete (chat).

Mostre personali
2005- Informalmente05, CANTINA di BIFFI, Sulmona
2006- Informalmente, IL FRIZZO (ARTE E VINO) – L’Aquila
2006- Graffi di colore, MUSEO CIVICO DOCUMENTAZIONE STORICO AMBIENTALE, Rocca Pia, (AQ)
2006- Segnali di fuochi accesi e spenti, cura di Leo Strozzieri, Introdacqua, (AQ)
2007- Iquadro Villa San Paolo, San Gimignano
Mostre collettive
2004- Atelier di decorazione, Palazzetto dei Nobili – L’Aquila
2005- Centenario Associazione “Rotary Club”, Hotel Duca degli Abruzzi, L’Aquila
2005- La settimana dell’arte, Accademia di Belle Arti L’Aquila
2005- Premio D’Annunnzio, Teatro D’Annunzio – Pescara
2006- Accademia in mostra, Palazzo Camponeschi, L’Aquila
2006- Collettiva Contemporanea, Museo Sperimentale di Arte contemporanea- L’Aquila
2006- dipingEREMO, Abbazia di Celestino V – Sulmona (AQ)
2006- dipingEREMO, Grancia dei Celestini, Sulmona (AQ)
2007- Esistenza-Resistenza, L’EX COFA, Pescara
2007- Per Artsxworld pozzi in Africa, Associazione Internazionale, Telese Terme
2008- I luoghi di Fattori, Accademia di Belle Arti di Firenze
2009- In Albis, Todi
2009- In Albis, Start Point, Museo degli Innocenti, Firenze
2009- In Albis, BKK Art and Cultural Center, Bangkok

Pubblicazioni:
Atelier di Decorazione
(2004)
Celebrate Rotary 100 Years
(2005)
Segnali di fuochi accesi e spenti
, [cura di] Leo Strozzieri, Artechiara Pescara (2006)
I luoghi di Fattori
, Mauro Pagliai Editore, (2008)

Indirizzi web: http://vaart.weebly.com/ –  www.valentinacolella.it – Email vaart@tiscali.it – Cell. 3491367289

Press Release No. 9

Valentina Colella Artist
Invasion/Not-invasion  Work
Edited by Vittoria Biasi
Gallery  AOCF58, Via Flaminia, 58 – 00196  Rome
Opening  on 06 June 2011  at 06:30 pm
from 06 to 30 June 2011  – 5:30 – 08:00 pm

This is a first on the Roman scene for  young Valentina Colella with her installation Invasion/not-invasion whose centrality is the human body told through the objects.

According to Vittoria Biasi, “the title of the installation compresses the dynamic dimension between the polarities of the feeling. The artist presents suspended ordinary use objects, liberated onto space and stirred  when visitors pass by (tweezers, cotton flock).  All over the gallery walls the play of shadows and lights is merged with the video projection of the same objects, with the shadow of the spectators in an involuntary whirl-about, a joint limit”.

Valentina Colella (29 October 1984) took the triennial degree in Decoration for the Historic and artistic goods at L’Aquila Fine arts Academy (2007); Master’s degree in Design and Care of the Artistic Organizations at Florence Fine Arts Academy (2010). She begins her progress of art  making her own works speak through photos, videos and scratches in colours. She grows up an art intended not to separate but to join the vital coordinates of the human nature. Her work is an idea of border line between in/out of a cage, about the bounds of perversion and use of lies on the web (the chat line) from 2006 on.

Solo Exhibitions
2005 –  Informally05 Cantina di Biffi, Sulmona
2006 –  Informally,  Il Frizzo (Art and Wine) – L’Aquila
2006 –  Scratches of colours, Municipal Museum, Historical and environmental documentation,   Rocca Pia (AQ)
2006 –  Burning and extinguished fires Signals, by Leo Strozzieri, Introdacqua, (AQ)
2007 –  Iquadro Villa San Paolo, San Gimignano,

Collective exhibitions
2004 –  Decoration workshop, Palazzetto dei Nobili – L’Aquila
2005 –  “Rotary Club” Centennial,  Hotel Duca degli Abruzzi, L’Aquila
2005 –  The Week of Art, Fine art Academy, L’Aquila
2005 –  D’Annunzio Award, Teatro D’Annunzio, Pescara
2006 –  Academy exhibited, Palazzo Camponeschi, L’Aquila
2006 –  Contemporary Collective exhibition, Experimental Museum of Contemporary art, L’Aquila
2006 –  dipingEREMO, Celestine Fifth’s Abbey, Sulmona (AQ)
2006 –  dipingEREMO, Grancia dei Celestini, Sulmona (AQ)
2007 –  Existence-esistance, Ex COFA, Pescara
2007 –  Artsxworld, Pozzi in Africa, International Association, Telese Terme (BN)
2008 –  The places of Fattori, Florence Fine Arts Academy
2009 –  In Albis, Todi
2009 –  In Albis, Start Point,  Florence Museum of Innocents
2009 –  In Albis, BKK Art and cultural Center, Bangkok

Publications
(by) Sonia Barone, Decoration workshop, (2004)
Centennial Rotary Celebration (2005)
(by) Leo Strozzieri, Burning and Extinguished fires Signals, Artechiara Pescara (2006)
(by) Anna Gallo and Giuliana Videtta, the Places of  Fattori, Mauro Pagliai Publisher (2008)

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2 Comments

  1. 29/05/2011 at 19:48

    Ciao è con molto piagere e contenta per lei, per vincere piu questa etapa della vita. Te auguro una buonissima mostra, con fortuna. Io desiderese di stare con te in questo momento. Ma pur troppo a distanza ci fa stare lontano da questo evento.

    Abbracci

    Marisa Susi Feitosa
    Professoressa di Storia dell’Arte

  2. valeria di domizio
    04/06/2011 at 13:13

    queste immagini, quelle di valentina colella, per me sembrano incarnare il significato di una vita passata, oltre che presente e futura, che emerge da elementi più o meno significativi di immediatezza. tutto è perfettamente equilibrato, pur non essendo “ordinato” rispetto ad un canone tradizionale, ma è proprio questo a mio avviso il perno di tutta l’esposizione che simboleggia il quotidiano ma anche l’uso comune, di oggetti presenti in molti contesti reali e che stanno a rappresentare una svolta dell’ appartenenza e del concetto di possesso intese come sostanza dell’oggetto stesso mediante una “sciattezza” voluta e intelligente nella loro disposizione, oltre che nel mistero dell’inesplorato..

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