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ANNA BENEDETTO – SAMAYA – CAMERA D’ATTESA – AOCF58 – ROMA

Artista: Anna Benedetto
Titolo: Samaẏa: Camera d’attesa
A cura di Silvia Bordini
Sede: AOCF58-Galleria BRUNO LISI, via Flaminia 58 – Roma
Inaugurazione: lunedì 13 APRILE – ore 18.00
Periodo: dal 13 al 24 aprile 2015
Orario: da lunedì a venerdì – ore 17.00-19.30 (chiuso sabato e festivi)

Testo di Vittoria Biasi

La fotografa Anna Benedetto espone nella Galleria Bruno Lisi-AOCF58 le fotografie raccolte nella sala d’aspetto dell’ospedale di Dhaka, durante un soggiorno di due giorni, per conoscere la realtà con cui si confrontano i medici volontari di Interethnos Interplast Italy Onlus presso il Dhaka Medical College in Bangladesh. http://www.3ionlus.org/.

Le fotografie scelte per la mostra non riportano a un resoconto di carattere tecnico e neppure il racconto di esperienze traumatiche: evocano una situazione caratterizzata da una diffusa presenza emotiva come l’attesa. L’ospedale di Dhaka è ripreso da uno sguardo autoriale apparentemente sommesso; un meditato distacco che significa rispetto per la sofferenza dei pazienti e per il lavoro dei medici. L’informazione arriva a chi guarda portando l’attenzione sull’atmosfera, sui gesti, sui volti, di chi non può, con consapevolezza, prevedere come risolvere ciò che potrebbe accadere. L’attesa in corsia, nei corridoi, nei corpi e nelle posture, nelle luci e nelle penombre diviene il tema della mostra con figure immerse nel colore della propria cultura e nella dimensione di un tempo sospeso.

Samaya infatti vuol dire tempo, quello dei medici in missione, quello (brevissimo) del team del reportage e quello delle attese dei pazienti. Il sottotitolo, Camera d’attesa, gioca sulla doppia valenza del termine “camera” che può essere la fotocamera con la quale sono fissati questi momenti oppure lo spazio fisico di attesa in cui situazioni e persone si avvicendano.

Anna Benedetto propone una riflessione sulle pratiche del reportage fotografico e sulla sua etica.

La successione di immagini apre uno scenario di silenzio tra cui una macchina fotografica si muove con molta discrezione, quasi a volersi nascondere o confondere con chi è dall’altra parte.

Nell’antico teatro greco, ma anche in quello orientale la morte, il dolore non sono rappresentabili: un sipario quasi protegge l’esperienza profonda. Così i personaggi sconosciuti nella sala d’attesa, per Anna Benedetto, rimangono tali, con il capo coperto dal cappuccio e rivolto verso un luogo lontano. E’ bellissimo l’ingresso di uno sguardo curioso e sorpreso nella successione di figure anonime.

Anna Benedetto, nata a Taranto nel 1979, laurea specialistica in “Cinema, Teatro e Produzione Multimediale”.
Vive a Roma, dove dal 2011 è socia, fotografa e formatrice all’interno del team di 6PM STUDIO (http://6pmstudio.com/).
Ha all’attivo diverse pubblicazioni per magazine, quotidiani e case editrici a tiratura nazionale.
Ha partecipato a varie collettive e questa è la sua prima mostra personale.

Vittoria Biasi
Storica dell’arte, critico e curatrice internazionale

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