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STORIE INFINITE NELLO SCENARIO TRAIANEO – FORI IMPERIALI – ROMA

LE SCULTURE DI PABLO ATCHUGARRY DIALOGANO CON IL SITO ARCHEOLOGICO DEI MERCATI DI TRAIANO
Città Eterna, eterni marmi
22 maggio 2015 – 7 febbraio 2016
Roma, Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano
Via Quattro Novembre, 94

Testo di Vittoria Biasi
Storie infinite nello scenario traianeo

Dal 22 maggio 2015 al 7 febbraio 2016 il Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano in Roma ospita la mostra Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi. La retrospettiva, promossa da Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e dall’IILA – Istituto Italo-Latino Americano, dalla Fundación Pablo Atchugarry con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, è dedicata allo scultore uruguayano Pablo Atchugarry.

Dieci grandi sculture in candido marmo di Carrara sono esposte in esterno scegliendo come quinta l’emiciclo dei Mercati di Traiano e le altre sono collocate lungo i percorsi del mercato e nelle nicchie, dove, con la penombra, svelano la bellezza, la plasticità compositiva.

Lo scultore uruguaiano modella le sue opere seguendo un linguaggio di pieghe che moltiplica lo spazio, invita lo sguardo a raggiungere le parti interne e a scorrere lungo superfici levigate, fioriture di corpi. Natura in fiore (2002), Vita (1996), Il grande angelo (2006), Fiore (1994), Pomona (1994) e Lumière (1979), prima scultura in marmo, anelano verso l’alto, verso la luce. I corpi angelici, i volti, le sculture Senza titolo, che attraversano il percorso creativo, seguono un modus compositivo in cui l’aspirazione alla verticalità, alla fluidità della linea che vive il movimento poetico dell’esserci, del disegno morbido tracciato sul blocco e che nella scultura riconquista la vitalità.

I marmi di Atchugarry cercano l’astrazione della forma, la bellezza dell’armonia, rievocano la storia dell’antica scultura greca, romana o egizia. Il rifinito e l’usurato dal tempo s’incontrano, dialogano come la contemporaneità e l’antico in una complicità di racconti e immagini.

Nel catalogo edito Skira, Luca Massimo Barbero, indagando il percorso, scrive: “Maturo, per sua stessa ammissione condotto da modestia e sicura passione, il linguaggio plastico di Atchugarry dell’artista si concreta da ‘subito’. Complesso, armonico, ricco di spunti e soluzioni, ma mai fermo; quasi lo spirito errante e sempre in ‘viaggio di pensiero’ si trasmetta immediatamente alle creazioni, al lavorare con forza e delicata richiesta la materia, naturale e sacrale al tempo stesso.”

La fisicità dell’opera, in marmo di Carrara, si snoda tra la fuggevolezza delle linee. Nell’animo si affaccia quasi un senso di smarrimento, di disorientamento per l’imprendibilità dei corpi scultorei che spingono lo sguardo oltre il proprio essere, coinvolgendo lo spettatore nella ricerca di un oltre.

Il titolo della mostra “Città Eterna, eterni marmi” è un richiamo allo statuario di Carrara che dalla Roma dei Cesari tocca il Rinascimento michelangiolesco, il Barocco di Bernini per approdare ai nostri giorni. In tal senso il Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano, custode delle vestigia, dei miti di Roma, è il luogo idoneo per l’esposizione.

Le opere di Atchugarry ci riconducono alla grande della storia della scultura, in particolare quella che predilige il marmo, che richiede una visione, un contatto che in partenza si confronta storicamente. L’artista uruguaiano focalizza la creatività sul particolare del drappeggio, delle pieghe che compongono il tutto, secondo un procedimento filosofico di universalizzazione del dettaglio.

Nelle ore notturne tutti i marmi acquisiscono un romanticismo foscoliano tra i suggestivi ruderi del mercato di Traiano.

Le pieghe, particolari, frammenti di storie, di sentimenti dispiegate nello spazio, sveleranno la complicità e la seduzione dell’ombra.

Vittoria Biasi
Storica dell’arte, critico e curatrice internazionale

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Biografia

Pablo Atchugarry è nato il 23 agosto del 1954 a Montevideo, Uruguay.

Nel 1979, dopo aver sperimentato diversi materiali, scopre la straordinaria eleganza del marmo e crea a Carrara la sua prima scultura intitolata La Lumière. Nel 1982, intraprende il primo progetto monumentale in marmo di Carrara e si stabilisce definitivamente a Lecco.

Nel 2002 Atchugarry è insignito del premio “Michelangelo” a Carrara, in riconoscimento della sua carriera artistica. Nel 2003 partecipa alla 50ª Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia con l’opera Sognando la Pace.

Alla fine del 2013 la casa editrice Mondadori Electa termina il Catalogo Generale della scultura, due tomi che racchiudono tutte le sculture dell’artista dal 1971 al 2013, curati dal professor Carlo Pirovano. Nell’aprile del 2014 finisce di scolpire Movimento nel Mondo, opera di 8,35 metri di altezza realizzata in marmo statuario di Carrara, ora collocata a Kallo- Beveren (Belgio).

Al momento Atchugarry vive e lavora a Lecco (Italia) e a Manantiales (Uruguay), dove si occupa dello sviluppo della Fundación Pablo Atchugarry, del parco internazionale di sculture monumentali e dell’insegnamento e diffusione dell’arte.

NOTIZIE UTILI
Orari
Tutti i giorni, ore 9.30-19.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Info
tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
www.mercatiditraiano.it   www.museiincomuneroma.it

Ufficio Stampa
StudioBegnini – Roberto Begnini e Flaminia Persichetti
Tel. +39  0688939403 – 349 5512059/348 4105409
info@studiobegnini.it   www.studiobegnini.it

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The Author

Vittoria Biasi

Vittoria Biasi

Vittoria Biasi is a Contemporary Art Historian and an Art Critic. She is a
Contemporary Art History professor at Florence’s Academy of Fine Arts. After
her humanities graduation she concerned herself with the Theory of White
following Hubert Damish at Paris *Ecole des Haute Etude*. Close to artists who
interprets the monochromy of white she devoted herself to the theoretical criticism realizing
national and international shows and exhibitions with a particular attention to the Eastern culture.
She attends conferences as a lecturer about the white and its light. Among the others: Lumière(s)
En Usage, Pèrigueux 1998. From 1996 on to 2000 she realizes the events of Light of Art for
Art’s sake at Rome, Parma and Padoa. For Homo Sapiens (1) first she translated Henry
Meschonnic from French, publishing some excerpts from Modernité (2). Some other
publications: State of White (3); In Line with Light, Light for Light’s sake (4). She wrote for the
magazine Lighting. Through a text of her she is attending Fabrizio Crisafulli’s Theatre of Places.
The theatre as a place and the experience at Formia (1996-1998), **G.A.T.D*., Rome, 1998. She
looked after the exhibitions for the book of artist in Italy and abroad.

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