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NAKED TRUTH | NUDA VERITA’, EXHIBITION BY ANDREW RUTT, BIBLIOTECA ANGELICA | ROME

Catalogue Presentation
‘naked truth’: authenticating the real

Text by Andrew Rutt
Wednesday 16 February, at 18,30
Biblioteca Angelica – Salone Vanvitelliano
piazza di S. Agostino 8, Roma
+39 0668408039 +39 0668408045 – b-ange@beniculturali.it
nuda verità scheda libro

Text by Andrew Rutt, freely based on NUDAVERITA’|NAKED TRUTH, Works by Andrew Rutt, Authors: AA.VV., published on Electa, January 2011.

“According to an old Roman fable, when Truth and Falsehood went swimming in a river, Falsehood stole Truth’s clothes, and Truth went naked rather than put on the clothes Falsehood had left behind. Such is the origin of ‘nuda veritas’ or the ‘naked truth,’ which can be traced back as far as the writings of Homer.”

From the “Encyclopedia of Word and Phrase Origins” by Robert Hendrickson (Facts on File, New York, 1997).

‘naked truth’: authenticating the real

In June 2010, Fiammetta Terlizzi, Director of the Biblioteca Angelica, asked me to submit a proposal for an exhibition to be held in the magnificent Salone Vanvitelliano, as part of the nationwide event “Domenica di Carta”. The invitation was of course very stimulating and inviting, but it was a difficult challenge: how could an exhibition of contemporary art coexist with the 400 year old library? The exhibition ‘naked truth’ is the result.

The works included in the proposal had a common theme: the physical relationship between the body and books: ‘two books’; two human sized book forms placed in such a way so as to be used as a meeting place where different points of view can enter into dialogue. ‘voices’; an installation of seven book forms made of plexiglass and electronic components that communicate with each other randomly via colored light; ‘the book in the back of your head’, a video realised with sampled footage from François Truffaut’s film Fahrenheit 451, books at first site appear to be on fire, but are in fact emerging from the flames. The video projected onto the library itself.

The proposed fourth piece, gave the title to the show: ‘naked truth’, a series of portraits of the staff of the Biblioteca Angelica, to pose nude with the books from the library. The staff agreed to participate and the series of thirteen photographs were the result of twenty-one hectic days of preparation completed in time for the opening of the exhibition on October 3, 2010.

I chose to involve the staff in the project because they are the living breathing soul of the 400 hundred year old Library and also its hidden face. They are not professional models, they have not learnt how to hide their true meaning behind a mask. My approach to realising each composition involved spending time with each staff member, and in the interim, before the photograph was taken, in the persons absence, I elaborated an idea for a particular composition. Each photograph required several hours, and generated approx 60 photographs from which I chose one single photograph.

To help with the realization of the photographs, I chose to call on the technical assistance of friend and photographer Steve Bisgrove.

Each photograph in the exhibition has captured the essence of each person who for a moment, during the photographic session, had abandoned all resistance, revealing a new self; their ‘naked truth’.

What I wanted to emerge from these works was the concept of nudity that, considered in its relationship with books, was able to refer to another dimension where the inner life of the individual surfaces. The photographs in the exhibition, far from being mere copies of reality, go beyond to the otherwise invisible: they intend to offer a particular interpretation of reality and not merely its registration. The challenge was to capture with these photographs a revelation; an unveiling of otherwise hidden censored aspects: a baring of the soul, which passes through the body in its relationship with books.

The key element in these compositions is the book-object: it is in our relationship with them that the possibility of overcoming the narrow limit of one’s self is attained, moving towards more knowledge, capable of perpetuating a questioning of the meaning of life, and of art.

With the works included in the exhibition ‘naked truth’ I have tried to achieve this spirit of questioning: the book like a door opens to a timeless and eternal aura.

Andrew Rutt
projectspace@libero.it


Testo di Andrew Rutt, tratto dal libro NUDAVERITA’ | NAKED TRUTH, opere di Andrew Rutt, Autori: AA.VV., pubblicato da Electa, Gennaio 2011.

“Secondo una vecchia leggenda romana, quando la Verità andò a farsi il bagno nel fiume, la Menzogna le rubò i vestiti.
Ma la Verità andò in giro nuda piuttosto che indossare i vestiti che la Menzogna le aveva lasciato. Tale è l’origine della “Nuda Veritas” o “Nuda verità”
.

Dall’ “Enciclopedia delle Origini delle parole e delle frasi” di Robert Hendrickson (Facts on File, New York, 1997).

“Nuda Verità”: uno sguardo contemplativo sul reale

Nel giugno del 2010, Fiammetta Terlizzi, direttore della Biblioteca Angelica, mi chiese di presentare una proposta di mostra da tenersi nell’imponente Salone Vanvitelliano, in occasione dell’evento nazionale della “Domenica di Carta”. L’invito era ovviamente affascinante e molto stimolante, ma era anche una sfida difficile da raccogliere: come avrebbe potuto una mostra di arte contemporanea coesistere con il magnifico Salone del 1600? La mostra “Nuda Verità” ne è stato il risultato.

Le opere incluse nella mia proposta avevano un denominatore comune: la relazione fisica tra il corpo e i libri: “Two Books”, due libri dalle grandi dimensioni si proponevano come un luogo di incontro, un luogo dove problemi e diverse posizioni potessero dialogare, anziché contrapporsi. L’opera “Voices”, consisteva invece in sette libri realizzati in plexiglass e componenti elettronici, che comunicavano tra loro in modo casuale con luce colorata, mentre il video, intitolato “The book in the back of your head”, riprendeva alcuni fotogrammi del rogo dei libri del film Fahrenheit 451, ma in questo caso avevo fatto si` che, i libri, che a prima vista sembrano in fiamme, stessero in realtà emergendo dal fuoco.

Il quarto pezzo proposto, ha dato il titolo all’intera mostra. “Nuda Verità” consiste infatti in una serie di ritratti dello staff della Biblioteca Angelica, in posa nudo con i libri presenti nel Salone Vanvitelliano. Il personale ha accettato di partecipare e la serie, composta da tredici fotografie, e’ stata prodotta in ventuno giorni di lavorazione frenetica, precedenti l’inaugurazione del 3 ottobre 2010.

Ho scelto di coinvolgere lo staff nel progetto, perché ritengo che proprio esso sia non solo l’anima vivente dell’antica biblioteca, ma anche il suo volto nascosto. I partecipanti, inoltre, non essendo modelli professionisti, non hanno nascosto la propria “verità” dietro una maschera. Prima di realizzare ogni fotografia, ho trascorso del tempo con ogni membro dello staff, per intuirne quelle diverse caratteristiche personali che avrebbero potuto dar luogo a differenti composizioni.

Nella produzione delle foto, ho scelto di lavorare con il fotografo Steve Bisgrove, la cui conoscenza tecnica ed esperienza ventennale, sono state importanti per la realizzazione di questa idea.

La foto scelta intendeva catturare in modo immediato l’essenza di ciascuna persona che, messa di fronte all’obiettivo, abbandonava ogni resistenza, mostrando un nuovo se stesso, rivelando, quindi una “nuda verità” .

Ciò che mi premeva dunque che emergesse da queste opere era il concetto di una nudità che, colta nel suo rapporto con il libro, fosse capace di rimandare a una dimensione “altra”: in questo caso l’interiorità della singola persona protagonista della foto.

Le fotografie scattate, lungi dall’essere delle copie anastatiche del reale, hanno inteso cogliere in esso un aspetto ulteriore, altrimenti non visibile: hanno inteso restituire una particolare interpretazione della realtà e non la sua mera registrazione.

La sfida era quella di cogliere attraverso questi scatti una rivelazione, uno svelamento, di aspetti altrimenti celati e censurati nella quotidianità: una messa a nudo dell’anima, che passasse attraverso il linguaggio del corpo nella sua relazione con il libro.

Ovviamente l’elemento fondamentale in queste composizioni è stato proprio l’oggetto-libro: è nel rapporto con esso che si ripone fiducia nel superamento dei limiti angusti del proprio io e ci si avvia verso una conoscenza ulteriore, capace di restituire un’interrogazione di senso sulla vita. Per quel che mi riguarda ho cercato, con i lavori esposti in mostra, di cogliere questo accesso, questo passaggio, questa porta nascosta che la presenza del libro apre e a cui il nudo conferisce un’aura atemporale ed eterna.

Andrew Rutt
projectspace@libero.it

Mizar Tg2
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8d235fe1-abec-49f9-b67b-f2a67bbcbc1f.html

Radio 3 Suite

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-282eeb40-d24f-496b-b2a7-0ca981d20f9f.html

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The Author

Andrew Rutt

Andrew Rutt

Andrew Rutt, attended Central St Martins and graduated in Fine Art and Critical theory from Goldsmiths College in 1998. Since 2000 he has been living and working in Rome, and exhibiting both here and in London. Recent shows include Underwood audio II (2002, group show, Underwood/Saatchi Gallery, Londra), Everything must go (2006, group show, VTO Gallery, Londra), A book in the Back of your head (2007, Galleria Navona 42, Piazza Navona, Roma), Where the sky went (2008, Sala 1, Roma), Transizioni (2009 STUDIO.RA, Roma). Rutt works in a territory where aesthetical expression is founded on manifold visual languages that involves an interesting new expressive synthesis that nimbly reflects the complexity of the contemporary world. In particular, his artistic investigation explores the relationship between ’us’ and ’things’.
Andrew Rutt, classe 1965, e’ nato a Londra laureandosi in Fine Art presso il prestigioso Goldsmiths College. Dal 2000 lavora dividendosi tra Roma e Londra. Tra le sue mostre piu’ recenti ricordiamo Underwood audio II (2002, group show, Underwood/Saatchi Gallery, Londra), Everything must go (2006, group show, VTO Gallery, Londra) e A book in the Back of your head (2007, Galleria Navona 42, Piazza Navona, Roma), Dove è andato il cielo (2008, Sala 1, Roma), Transizioni (2009 STUDIO.RA, Roma). Rutt lavora all’interno di un territorio nel quale l’espressione estetica è basata su molteplici linguaggi visivi. La contaminazione che ne deriva è quindi espressa attraverso l’uso di varie tecniche: fotografica, video, installativa. Ciò ha comportato una interessante nuova sintesi espressiva che più agilmente riflette la complessità del mondo contemporaneo. In particolare, Andrew Rutt concentra la sua indagine artistica sui Rapporti tra l’uomo e le “cose”.
Andrew Rutt, Via Fontanile Arenato, 269 - 00165 Roma - Tel: 328 649 2826.

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