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IL MUSEO DEI CAPPUCCINI – ROMA

Caravaggio (Michelangelo da Merisi detto il Caravaggio 1571-1610) San Francesco in meditazione, 1603 ca, Convento dell'Immacola Concezione, Ministero dell'interno-Patrimonio del Fondo Edifici di Culto
Caravaggio (Michelangelo da Merisi detto il Caravaggio 1571-1610) San Francesco in meditazione, 1603 ca, Convento dell'Immacola Concezione, Ministero dell'interno-Patrimonio del Fondo Edifici di Culto

Il Museo dei Cappuccini
Convento dell’Immacola Concezione della Beata Vergine Maria
Roma, Via Vittorio Veneto, 27
Gangemi Editore, 2012

Testo di Vittoria Biasi

L’inaugurazione del Museo dei Cappuccini all’interno del Convento dei Frati Minori Cappuccini di Via Veneto in Roma è una occasione per riflettere sul ricco patrimonio di opere d’arte che appartengono al Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, che li gestisce per effetto della legge 222/1985, in esecuzione dell’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana del 18 febbraio 1984.

Il Fondo è costituto da ben 750 Chiese distribuite su tutto il territorio nazionale: solo a Roma vi sono oltre 70 edifici sacri appartenenti al Fondo, tra cui la Chiesa di Santa Maria Immacolata Concezione a Via Veneto, centro della particolare iniziativa dedicata alla storia spirituale dei Frati Minori Cappuccini.

Il progetto dell’Ordine religioso di istituire il Museo ha trovato il consenso e l’adesione del Fondo Edifici di Culto che ha reso disponibile nel percorso museale la cripta-ossario annessa alla chiesa e la tela “San Francesco in meditazione” attribuita a Michelangelo. A San Francesco e al dipinto San Francesco in meditazione,  realizzato da Caravaggio appositamente per il convento dei Cappuccini, è dedicata la quinta sala. Claudio Strinati fa notare che la figura del Santo è sempre stata cara a Caravaggio, come testimoniano le numerose tele che ‘costellano la sua carriera’, su cui il catalogo della mostra dà ampia documentazione, facendo riferimento anche agli studi recenti di Rossella Vodret.

Ignoto pittore di area romana, Madonna della Speranza, Sec. XIX, Olio su tela
Ignoto pittore di area romana, Madonna della Speranza, Sec. XIX, Olio su tela

Il Museo è costituito da otto sale, ricavate dall’interno del convento, e percorrono le origini e la vita dei Santi Cappuccini esemplari: San Felice da Cantalice, San Crispino da Viterbo, San Giuseppe da Leonessa accanto alle figure contemporanee di San Padre Pio da Pietralcina e Padre Mariano da Torino, primo predicatore multimediale, che introduce il museo. La prima sala è dedicata alle origini del Convento voluto dalla famiglia Barberini nel 1620 e ultimato nel 1631, su progetto dell’architetto cappuccino Fra’ Miche da Bergamo. Dalla seconda alla quarta sala vi è l’esposizione della vita del convento con testi manoscritti, volumi a stampa, dipinti e manufatti artistici – il famoso Crocifisso sanguinante della fine del XVI sec., una Natività di Gesù, San Michele Arcangelo di Guido Reni del 1635, Madonna della Speranza del XIX secolo di un ignoto pittore di area romana, gli apparati della chiesa dell’Immacolata Concezione per i festeggiamenti in occasione del III centenario della morte di San Felice da Catalice – suppellettili liturgiche e oggetti d’uso quotidiano, dai porta-ostie ai calici, alle tabacchiere, alle pialle, a un percorso della memoria in cui scompare la storia individuale rientrando nel discorso sociale-religioso.

Il senso di compattezza e aggregazione anche dopo la morte caratterizza la Cripta-Cimitero. Padre Michele da Bergamo nelle sue Memorie sul Convento della Beata Vergine Maria in Roma  scrive che nel 1631 trasportò dal vecchio convento i resti di San Felice da Cantalice e poi di di altri Frati, tanto da spedire fino a trecento cassette di ossa. Si comincia a parlare di nicchie e di ornamenti con le ossa nel 1775. Il marchese de Sade visita la cripta-cimitero e lascia una particolare descrizione della suggestione del luogo. Il rapporto vita-morte è la storia parlante del Convento dei Cappuccini: le cripte sono un unicum nel mondo.

L’apertura del Museo è stata promossa dalla Provincia Romana dei Frati Minori Cappuccini. Il progetto a cura di Alessandro Nicosia, ha la curatela scientifica di Marco Pizzo, che si è avvalso del comitato scientifico, tra cui sono presenti Carmine Antonio De Filippis, Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Romana, Johan Ickx, Archivio Storico della Segreteria di Stato Vaticana, Claudio Strinati, Storico dell’arte e Dirigente Generale di Staff presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Marco Pizzo, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

Il Museo si propone come centro di conservazione e cura del patrimonio dei Cappuccini di Roma e del Lazio, per rendere partecipi di una storia e di un che ha più di Cinquecento. L’apertura del Museo è stata l’occasione per una campagna di restauri cartacei, pittorici e liturgici e si propone come laboratorio di ricerca e di studio.

Vittoria Biasi

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The Author

Vittoria Biasi

Vittoria Biasi

Vittoria Biasi is a Contemporary Art Historian and an Art Critic. She is a
Contemporary Art History professor at Florence’s Academy of Fine Arts. After
her humanities graduation she concerned herself with the Theory of White
following Hubert Damish at Paris *Ecole des Haute Etude*. Close to artists who
interprets the monochromy of white she devoted herself to the theoretical criticism realizing
national and international shows and exhibitions with a particular attention to the Eastern culture.
She attends conferences as a lecturer about the white and its light. Among the others: Lumière(s)
En Usage, Pèrigueux 1998. From 1996 on to 2000 she realizes the events of Light of Art for
Art’s sake at Rome, Parma and Padoa. For Homo Sapiens (1) first she translated Henry
Meschonnic from French, publishing some excerpts from Modernité (2). Some other
publications: State of White (3); In Line with Light, Light for Light’s sake (4). She wrote for the
magazine Lighting. Through a text of her she is attending Fabrizio Crisafulli’s Theatre of Places.
The theatre as a place and the experience at Formia (1996-1998), **G.A.T.D*., Rome, 1998. She
looked after the exhibitions for the book of artist in Italy and abroad.

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