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DONATO DI ZIO INSIDE THE “POOL” – BIBLIOTECA MARUCELLIANA FIRENZE – BIBLIOTECA SORMANI MILANO

Donato Di Zio mentre affumica la lastra di rame dell'acquaforte Pelagocentonovantadue nel laboratorio della Fondazione il Bisonte, Firenze, 2010. Foto Carmeli-Belli
Donato Di Zio mentre affumica la lastra di rame dell’acquaforte Pelagocentonovantadue nel laboratorio della Fondazione il Bisonte, Firenze, 2010. Foto Carmeli-Belli

Donato Di Zio inside the “Pool”

Text by Gillo Dorfles

Who knows if Donato Di Zio, from the “pool” in which for years, he has always been immersed will ever finally reach the shore? Or maybe he already has arrived? At least the “ aesthetic shore “ apparent in his art works, by now well known, never forgets the agitation and the metamorphosis of the dark “pool” from where the works originate.

Because I claim that Di Zio’s long battle – painter, graphic artist, scenographer and costume designer – is aimed in part to attempt to reach a “ spontaneous generation “ (naturally “assisted” with care).

The signs which are initially just black ink marks within a two dimensional space, become, and always with greater efficacy, a more complex graphic entity. So much so that the geometric forms, and even vague figurative forms which conserver their identity through signs sometimes exceed their limits, thereby suggesting a narrative aspect (already present in previous periods of his work when black ink was regularly used for even more complex and definitely figurative images, even though they were less representational than his current works).

These current works are actually made up of a cryptic narrative (perhaps mindful of some of the more important sets which  Di Zio  has accomplished): a narrative that is composed of fleeting levitation of amoeboid forms, to the point of reaching real finisched forms.

The idea of these forms is also always of a vortex, of a knot, of a moiré effect; but it is already possible to sight – at least for those who know the famous “stains” by Rorschach – the evident presence of nucleoli, of spirals, of embryos ready to transform themselves into indecipherable organism and yet still linked to a clear yet cryptic organicity.

The nuclei of these organisms, or the vortices which often surround them, make up part of that galaxy (but it is better to keep to the phrase “ pool” which is how the artist defines them) consisting of segments, of lines, of curls, of sweeping marks, giving the impression of wanting to free themselves from this “pool” from where they have originated, in order to obtain their own identity and perhaps in the future to transform themselves into true figurative forms.

It is better, nevertheless, that their growth does not transcend the limits of a only hinted surrealism;  and l believe that their fascination – even without any chromatism or dimension – consist the fact in their remaining linked to the “pool” which has seen them germinate and to which – at least for the present time – they remain bound.

Gillo Dorfles

Testo critico di Gillo Dorfles scritto in occasione della mostra antologica di Donato Di Zio ospitata negli spazi del Museo D’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara nel 2006.

Donato Di Zio a cura di Gillo Dorfles, Biblioteca Marucelliana, Firenze 2012. Guglielmo Bartoletti, Roberto Maini, Donato Di Zio, Matteo Galbiati, Monica Maria Angeli e Giovanni Pallanti
Donato Di Zio a cura di Gillo Dorfles, Biblioteca Marucelliana, Firenze 2012. Guglielmo Bartoletti, Roberto Maini, Donato Di Zio, Matteo Galbiati, Monica Maria Angeli e Giovanni Pallanti – Foto Paolo Mariani

DONATO DI ZIO
A cura di Gillo Dorfles
Firenze, Biblioteca Marucelliana
15 settembre – 15 dicembre 2012
Inaugurazione e presentazione del catalogo: 14 settembre 2012 ore 16.30

Intervengono: Guglielmo Bartoletti, Roberto Maini, Giovanni Pallanti, Rodolfo Ceccotti, Annamaria Cirillo Di Paolo, Martina Mazzotta Lanza, Matteo Galbiati.

La Biblioteca Marucelliana di Firenze è lieta di presentare dal 15 settembre al 15 dicembre 2012 una mostra dedicata a Donato Di Zio, artista tra i più interessanti delle nuove generazioni. Pittore, scenografo, grafico e costumista Donato Di Zio è un artista di talento verso il quale Gillo Dorfles, curatore della mostra e della relativa pubblicazione Mazzotta, da diversi anni dimostra verso il giovane artista una grande attenzione promovendone l’opera. Verranno presentate circa 40 lavori realizzati dagli inizi della sua carriera ai giorni nostri. La rassegna permette di apprezzare la rigorosa ricerca di Donato Di Zio, la cui creatività – dai disegni, alla grafica e al design – si manifesta sempre con forza e autonomia.

L’evento espositivo ripercorre la carriera dell’artista dal 1985 ad oggi e segue le fortunate iniziative tenute nel 2006 al Museo d’arte Moderna Vittoria Colonna a Pescara, di nuovo a Pescara (Aurum) nel 2011 e a Firenze nel 2011 (Spazio Agora-Z Palazzo Strozzi). La mostra presenta diverse opere tra disegni, incisioni e piatti in porcellana tutte inedite e per la prima volta presentate all’attenzione del pubblico e degli appassionati. Di particolare interesse le 26 opere che l’artista ha già donato alla Biblioteca Marucelliana e che sono entrate a far parte del patrimonio di questa importante istituzione che comprende ad oggi oltre 3.200 disegni e 53.800 stampe con capolavori assoluti (tra cui spiccano, il disegno anatomico per una crocifissione per mano di Raffaello, un disegno di Lorenzo Credi oltre ad un ampio nucleo di disegni del ‘600).

La mostra permetterà di avvicinare l’opera dell’artista nel suo complesso, toccando i punti salienti della sua carriera e focalizzando gli aspetti più attuali del suo lavoro, sempre coerentemente impostato in un intenso percorso di ricerca . Come sottolinea Gillo Dorfles, l’opera di Donato Di Zio si caratterizza per una “precisione e sottigliezza straordinaria”, il suo segno-disegno ricostruisce una dimensione organica e biologica attraverso un modulo capace di manifestarsi con disinvoltura in ambito pittorico, grafico, plastico e decorativo. Con abilità micrografica Donato Di Zio codifica  e reitera un codice simbolico fatto di segni, linee fluttuanti, forme sinuose animate da un’energia liberatoria ed enigmatica. Microscopici elementi organici generatrici di vita esprimono il senso del mistero dell’esistenza, l’artista controlla attraverso una solida capacità esecutiva un’espressione inconscia e vibrante da cui emergono in termini di sintesi i riferimenti iconografici cari all’artista. Rimanendo nell’ambito della grafica evidente il debito di riconoscenza nei confronti di artisti quali William Bradley, pioniere del gusto liberty in terre statunitense, e Maurits Cornelis Escher da cui deriva la propensione alla reiterazione dell’elemento modulare espresso e sviluppato con variazioni infinite. Nell’ambito delle avanguardie, Donato Di Zio guarda con attenzione ai valori formali dell’astrattismo di Kandinsky, alle surreali suggestioni di Mirò, fino allo spazialismo di Fontana e le animate sculture metalliche di Calder. Pur nelle evidente ancoraggio delle lezioni dei grandi del Novecento, Donato Di Zio esprime in totale libertà svincolata da correnti, un linguaggio autentico e personale, ricco di suggestioni dal forte impatto poetico ed evocativo.

Dalla mostra fiorentina parte, per derivazione, un progetto complementare che si svilupperà negli spazi della Biblioteca Sormani di Milano nella quale saranno esposte una selezione dei lavori dell’artista. L’evento si svolgerà dal 27 settembre al 20 di ottobre 2012 e sarà visitabile  negli spazi al piano terra della biblioteca centrale del capoluogo lombardo.

Il catalogo, pubblicato da Edizioni Gabriele Mazzotta, oltre ad essere un importante apparato iconografico che molto spazio offre alla produzione più recente, contiene testimonianze di: Matteo Renzi Sindaco di Firenze e Guglielmo Bartoletti Direttore della Biblioteca Marucelliana, i testi critici sono di: Matteo Galbiati intervista Gillo Dorfles, Giorgia Bernoni intervista Donato Di Zio, Rita Levi-Montalcini, Matteo Galbiati, Annamaria Cirillo Di Paolo, Giovanni Pallanti, Rodolfo Ceccotti, Franco Grillini, Marco Sclarandis e Roberto Maini.

Riportiamo alcuni brani tratti dai testi appena citati:

Scrive Rita Levi-Montalcini: […] Le sue opere dimostrano una continua e costante ricerca, e conducono le nostre vite verso mete desiderate ed a volte inaspettate.

Il nostro impegno, anche se in ambiti diversi, percorre strade inesplorate e la innata immaginazione che ci accomuna mette in luce ed in evidenza realtà a volte ignote a noi stessi […]                                                  

Scrive: Matteo Renzi […] il percorso di Donato Di Zio, che ha prodotto una ricerca inusuale, in grado di spingere il singolo individuo a meditare su diversi aspetti dell’esistenza, come quelli – solo in apparenza contrapposti – come la realtà e l’immaginazione, la logica e l’irrazionalità.

Allo stesso tempo, però, le opere di Di Zio hanno il potere di farci riflettere sull’uomo, nella sua unicità, sull’essere umano come nucleo di emozioni e insieme sulla sua materialità e fisicità.(…) La città di Firenze ha il dovere di tenere conto della grande eredità storica e culturale che ha ricevuto dal suo passato e che rappresenta anche oggi, in larghissima parte, la sua ricchezza. Non possiamo fare a meno, però, di avventurarci nel futuro e di fare di tutto per renderlo altrettanto straordinario. E’ per questa ragione, che una sintesi come quella che si crea grazie alla mostra delle opere di un artista contemporaneo come Donato Di Zio in un luogo storico e prestigioso come la Biblioteca Marucelliana è un esempio davvero felice del cammino che dobbiamo intraprendere.

Guglielmo Bartoletti Il contenitore che ospita questa mostra personale dell’artista Donato Di Zio è una tra le più prestigiose biblioteche della città di Firenze. Espressamente voluta dal suo fondatore Francesco Marucelli, appositamente costruita e adibita a biblioteca, aperta al pubblico il 18 settembre 1752 e dedicata in particolar modo alla “publicae maxime pauperum utilitati”, come ammonisce la lapide apposta sulla facciata del palazzo,(…)Attualmente sono conservati 3.200 disegni e 53.800 stampe. Il disegno più famoso è lo studio anatomico di un crocifisso di Raffaello . La collezione, nella quale sono presenti fogli come l’angelo di Lorenzo di Credi, è nota per il consistente nucleo di disegni del Seicento che ne caratterizzano il fondo.(…)L’esposizione che qui si presenta rientra dunque pienamente nella mission della Biblioteca. Siamo ben lieti pertanto di accogliere e promuovere,in concomitanza con la donazione che l’artista Donato Di Zio ha voluto fare a questa Biblioteca, […]

Sostiene Gillo Dorfles nella video intervista rilasciata a Matteo Galbiati riportata in  catalogo: “ … la particolarità del lavoro di Di Zio è il segno da lui creato con molta originalità, che viene ripetuto sia nei quadri,sia nelle tazzine,sia nelle decorazioni. Quello che conta, quindi è soprattutto l’unicità e la peculiarità con cui ha affrontato questa forma di creazione segnica …. La principale caratteristica è di essere tecnicamente molto interessante perché ha una precisione e una sottigliezza straordinarie … molte di queste opere hanno una caratteristica organica e per questo finiscono col diventare simili alla natura: guardano al mondo vegetale, a quello animale, e possiamo anche pensare ad alcune forme biologiche del corpo umano. In altre parole, Di Zio ha realizzato un suo modulo che ripete e con il quale può fare qualsiasi cosa, qualsiasi oggetto, sia esso decorativo che plastico […]

Giorgia Bernoni (…) Un’ossessiva ricerca dell’emozione. Indagatore della psiche e delle sue recondite manifestazioni, l’artista presenta un corpus compatto orientato alla reiterazione del simbolo. (…)  L’arte di Donato Di Zio presenta delle caratteristiche evidenti e delle particolarità ricorrenti tuttavia è l’elemento dell’enigmaticità quello che maggiormente prevale osservando i suoi lavori. Un mistero che ben richiama la complessità del mondo interiore, universo a cui Di Zio rivolge la propria passione artistica. Se non è recente la ricerca intrapresa dall’artista abruzzese, ma fiorentino d’adozione, è fresca invece la donazione di sei acqueforti alla biblioteca Marucelliana di Firenze: un gesto generoso che sottolinea lo scambio che ci dovrebbe essere più spesso tra artista e istituzioni.

Matteo Galbiati (…) Le forme trascritte nella sveltezza del gesto ripropongono insperate verità, autonome ed espressivamente eloquenti. Diventano visioni puntualizzate e, per quanto automatiche e inconsce, colme di viva autenticità e, per questo forse, sentite con maggior convinzione come sincere e spontanee.

La ragione profonda di questo strumento nelle mani dell’artista spesso sfugge a lui stesso; trascende il suo controllo fino a rispondere a logiche interiori che non sarebbero altrimenti comunicabili. Una facoltà importante che apre il campo ad analisi ulteriori, sottili e puntuali, come l’energia espressa da questi disegni, frutto di una vibrazione emotiva incontrollabile. Il disegno, quindi, assume spesso una fisionomia indipendente e in sé bastante, e quel valore e quel senso, che in altri pare essere sempre all’ombra delle opere compiute, si ritaglia uno spazio complementare e indipendente. (…) Il segno grafico si muoveva in una danza libera e non contenuta a descrivere forme sciolte, sinuose, aperte.

Scrive: Annamaria Cirillo Di Paolo […] Si potrebbe già con cognizione, definire la sua arte “ una lingua viva “ ossia un nuovo linguaggio da tramandare inalterato,atto a costituire, nella varietà dinamica dei suoi corpuscoli acquatici (cellule o spermatozoi che siano) un nuovo alfabeto aperto alle potenzialità cognitiva – introspettiva di una futura interessantissima corrente artistica finalizzata ad una nuova ricerca contemporanea di contesto internazionale. (…)

Scrive: Giovanni Pallanti […] Guardando con attenzione la sua produzione artistica – apparentemente astratta – si entra nel mistero dell’esistenza, in quella macchina perfetta dell’intero creato che è il corpo umano.(…)Questa arte trattenuta dalla ragione, che plasma la forma di quelle che sembrano le parti più piccole della creazione, è sicuramente ancorata a una religiosità pudica e innocente che rende l’arte di Donato Di Zio misteriosa e reale allo stesso tempo: come la vita stessa.

Scrive: Rodolfo Ceccotti […] Osservando i disegni intitolati figure eseguiti dal 1985 fino ad oggi, si nota che da un’immagine disegnata in libertà, come se fosse una scrittura automatica, nasce lentamente una presa di coscienza più elaborata, (riportata spesso anche in incisione con variazioni di carte colorate) con i contorni più definiti tesi nella ricerca dei pieni e dei vuoti. (…) il pelago diventa un liquido mosso da infinite presenze: amebe e microrganismi che animano lo spazio con il senso del loro movimento. Pur considerando tutto questo, Di Zio è un artista singolare, sicuramente un unicum nel suo genere, che non ha eguali, applica i suoi lavori a varie forme  d’arte: disegno, pittura, incisione, ceramica senza che nessuna di queste espressioni perda di contenuto, come spesso avviene in altri casi.

Scrive: Franco Grillini  Parlando dell’opera di Donato Di Zio si ha la netta sensazione e percezione della libertà dell’arte svincolata da tendenze e correnti artistiche, (…) La ricerca di Donato Di Zio è individuale, intima e non ha riferimenti artistici ma riesce a dare vita ad un linguaggio estremamente personale (…) A volte vi è anche l’inserimento della figura umana stilizzata o in una rappresentazione figurativa che contiene in sé tutti i canoni delle proporzioni dell’arte classica pur immerse nel contemporaneo, (…) Gli spermini, che a volte invadono le sue opere, possono far pensare a micro particelle ingrandite al microscopio brulicanti di vita, che sono sempre in lotta  tra loro per il predominio e il quieto vivere. Si può avere anche la sensazione di essere immersi all’interno di piazze piene di persone, luoghi di incontri di aggregazione,di contestazione dove si creano  alleanze e scontri nel girotondo della vita alla continua ricerca del proprio credo. (…) L’uomo , gli animali, le piante e nuove presenze, esseri a noi sconosciuti sono in attesa di essere scoperte e catalogate, quali nuove razze o particelle molecolari, (…)

Scrive: Marco Sclarandis (…) Man mano che proseguivo nella visita, mi accorsi che c’era qualcosa di evidente ma parimenti occulto in quelle forme fantasiose e delicatamente enigmatiche. Ad un certo punto vidi che quelle orde e miriadi di esseri che popolavano la gran parte delle opere, simili a spermatozoi, mi dichiaravano d’essere ambasciatori di un significato, rimasto criptato fino ad uno sguardo precedente. Quei riquadri in bianco e nero mi erano di colpo diventati familiari in un modo che posso solo definire magico. (…) Quintessenze di genti sterminate, legate a noi spettatori viventi, da intricatissime reti di storie perdute nelle notti dei tempi, intrise di passioni spregevoli e incantevoli, e quelle linee immaginarie delimitanti resse, folle (…) Sembravano masse indifferenziate, sebbene fossero inequivocabilmente insiemi d’ individui unici, tanto quanto unici e  indivisibili siano i numeri primi. Vidi per un istante l’albero genealogico assoluto, con tutti i suoi infiniti rami e fogliame. Chi aveva disegnato quei paesaggi, aveva visto sicuramente ciò che succede quando l’incommensurabile cosmo accetta di farsi racchiudere dentro una scatola, senza per questo perdere la sua maestosa complessità.

Scrive: Roberto Maini (…) In Donato Di Zio  la persona e l’artista non hanno cesura: “l’universo con tacita maestosità avvolge le nostre vite, ogni particella che regna nel cosmo, possiede un’anima” ,scrive nella dedica che apre questo catalogo e che riassume la sua ricerca artistica e la visione del mondo che ne fa un artista con nel segno l’eco dell’ignoto.

Allestimento della mostra antologica a cura di Gillo Dorfles all'Aurum di Pescara, 2011 - Foto Fabio Di Zio
Allestimento della mostra antologica di Donato Di Zio a cura di Gillo Dorfles all’Aurum di Pescara, 2011 – Foto Fabio Di Zio

Breve biografia tratta da:
Donato Di Zio Diario di un percorso tra arte e professione di Annamaria Cirillo Di Paolo

Donato Di Zio, abruzzese di origine, nato nel 1970 a Moscufo (Pescara), trae molteplici matrici di formazione artistica già dai suoi primi studi al Liceo Artistico di Pescara. Inizia a disegnare giovanissimo (…). Conseguito il diploma al Liceo Artistico di Pescara, Di Zio prosegue gli studi scrivendosi,nella sezione di Scenografia, all’Accademia di Belle Arti di Urbino.

Nel 1993 Donato Di Zio si trasferisce a Macerata, dove prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti, sezione di Scenografia,(…) Nel 1994 frequenta anche corsi universitari supplementari indetti dall’Accademia, come quello sullo“Studio del design, (…) tenuto dal grande designer, scultore, pittore e grafico milanese Bruno Munari.

L’esposizione (Donato Di Zio. Dentro al pelago), tenuta nel 2006 presso il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara e curata da Gillo Dorfles, con 108 opere realizzate tra il 1995 e il 2005. Una delle principali finalità dell’artista è quella di non spezzare quel filo conduttore dell’arte che da sempre lega il passato al presente, come si può notare nei suoi interventi urbani, tra cui quello per Piazza della Signoria a Firenze realizzato nel 2008. Di Zio, su una fotografia che rappresenta Piazza della Signoria,(…) elabora, all’interno di tali storici spazi urbani, un progetto di interventi artistici che recano il segno della propria identità ideativa.

Dal 6 febbraio al 27 marzo 2011, si è tenuta a Pescara, negli spazi espositivi dell’Aurum, (…) la grande mostra antologica Donato Di Zio, sempre a cura di Gillo Dorfles. (…) oltre alla presentazione critica di Annamaria Cirillo Di Paolo (con la lettura della missiva inviata all’artista da Rita Levi-Montalcini (…) vengono presentati moltissimi lavori inediti, quali disegni a china, incisioni. Anche questa mostra antologica, è curata del grande maestro GilloDorfles, e così anche l’allestimento e il catalogo che riporta nuove importanti testimonianze critiche di eminenti e illustri personaggi del mondo culturale,nonché nuovi testi critici. Tale catalogo, pubblicato dalle Edizioni Mazzotta, (…) è stato presentato in primis a Milano il 24 gennaio 2011 presso la Libreria Feltrinelli di Via Manzoni. Esaustivo e illuminato come sempre l’intervento del grande studioso Gillo Dorfles, curatore del catalogo e della mostra, il quale, sottolineando la validità della ricerca artistica di Donato Di Zio,(…) Alla presentazione sono intervenuti anche Franco Grillini, Annamaria Cirillo Di Paolo, Martina Mazzotta Lanza e lo stesso editore Gabriele Mazzotta.

Ha fatto seguito, in data 1 marzo 2011, (…) Gillo Dorfles è stato intervistato da Matteo Galbiati sull’arte di Donato Di Zio e l’intervista è stata pubblicata sulla rivista “Segno” di marzo-aprile 2011, che ha riprodotto anche alcune opere (tra cui la splendida Pelagocentocinquantasei del 2007, elaborazione in tecnica mista su acquaforte di  Pelagocentotrentasei 49,7×48,2 cm collezione Gillo Dorfles). Ben undici le domande dell’intervista, esplicite e dirette come le risposte di Gillo Dorfles, puntualmente chiare e determinate, tali da ripercorrere e riconfermare appieno l’ottima valutazione dello straordinario segno introspettivo creato da Donato Di Zio, (…) Appare certo dunque, che Gillo Dorfles considera Di Zio come uno dei maggiori artisti e designer contemporanei. Significativa sopratutto l’ultima parte dell’intervista, che pare indagare da vicino il rapporto propriamente artistico tra maestro e allievo, dove Gillo Dorfles dichiara  “Alcuni hanno detto, vedendo i quadri di Di Zio, che ricorda certe forme dei miei dipinti o disegni. La cosa mi farebbe molto piacere perche vorrebbe dire che ho creato una scuola..” Successivamente, dall’8 aprile al 15 Maggio 2011, a Palazzo Strozzi, nello spazio Agora-z, è stata ospitata una mostra personale di Donato Di Zio, con tutte le incisioni riprodotte nel  catalogo della rassegna di Pescara (sempre a cura di Gillo Dorfles, edizioni Mazzotta), (…) tra cui due servizi da caffè e da tè (…) le acqueforti esposte a Palazzo Strozzi, vengono donate dall’artista al Comune di Moscufo, suo paese natale.

Dal 15 settembre al 15 dicembre 2012 una nuova mostra dell’artista è ospitata negli spazi della prestigiosa Biblioteca Marucelliana di Firenze, con opere legate sia alla nuova produzione sia di periodi diversi, anche giovanili e del periodo liceale e accademico, per lo più inedite e pubblicate per la prima volta in questo nuovo volume. La mostra alla Biblioteca Marucelliana è di arricchita dalla pubblicazione di questo nuovo catalogo a cura Gillo Dorfles.

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SCHEDA MOSTRA
DONATO DI ZIO
A cura di Gillo Dorfles
Firenze, Biblioteca Marucelliana (via Cavour, 43-45 ),
15 settembre – 15 dicembre 2012
Orari: da lunedì a venerdì 8.30 – 18.00, sabato e domenica chiuso
Info: b-maru@beniculturali.it, www.maru.firenze.sbn.it
tel. 055 27221 – fax 055 294393

Inaugurazione della mostra e presentazione catalogo: venerdì 14 settembre 2012 ore 16.30
Intervengono: Gillo Dorfles, Annamaria Cirillo Di Paolo, Franco Grillini, Martina Mazzotta Lanza, Matteo Galbiati e l’artista.

Milano, Biblioteca Sormani (corso di Porta Vittoria, 6),
27 settembre – 20 ottobre 2012
Orari: da lunedì a sabato ore 9.00 – 19.00, domenica chiuso
Info: c.bibliopromozione@comune.milano.it , www.comune.milano.it/biblioteche/sub_sormani.html/
tel. 02 88463372
Inaugurazione della mostra e presentazione catalogo: 26 settembre 2012 ore 18.00
Intervengono: Gillo Dorfles, Annamaria Cirillo Di Paolo, Martina Mazzotta Lanza, Matteo Galbiati e l’artista.

SCHEDA CATALOGO
DONATO DI ZIO a cura di Gillo Dorfles
Testi di: Matteo Galbiati intervista Gillo Dorfles, Giorgia Bernoni intervista Donato Di Zio, Rita Levi- Montalcini, Matteo Galbiati, Annamaria Cirillo Di Paolo, Giovanni Pallanti, Rodolfo Ceccotti, Franco Grillini, Marco Sclarandis e Roberto Maini.
Nota lingua: Italiano
100 pagine – 92 illustrazioni a colori e 75 in B/N
dimensioni: 23×27 cm – ISBN: 978-88-202-1988-8
Caratteristiche tecniche: carta patinata da gr 170, legatura in brossura con cucitura a filo di refe, copertina plastificata opaca con alette.

CONTATTI UFFICIO STAMPA
Biblioteca Marucelliana di Firenze
Dott. Guglielmo Bartoletti – tel.: 0552722253 – @ b-maru.urp@beniculturali.it

Edizioni Gabriele Mazzotta
Stefano Sbarbaro – Comunicazione e rapporti con i media
@ stefano.sbarbaro@mazzotta.itufficiostampa@mazzotta.it
tel. 02.878380 – 3929821475

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