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YURI ANCARANI – ATLANTIDE 2017 – 2023 – LA ROTAZIONE CHE RIVOLUZIONA LA VISIONE

Atlantide 2017 – 2023 – La rotazione che rivoluziona la visione

di Donatella Pinocci

Si è appena conclusa la mostra di YURI ANCARANI, Atlantide 2017 – 2023 al MAMbo, Museo d’Arte MODERNA di Bologna a cura di Lorenzo Balbi, main project di ART CITY Bologna 2023, in parternship con il PAC di Milano. La mostra è stata inaugurata il 2 febbraio scorso e si è conclusa il 7 maggio ’23. Il dialogo con l’artista prosegue a Milano dove dal 04 aprile all’11 giugno 2023 il Padiglione dell’Arte Contemporanea presenta Lascia stare i sogni, prima mostra monografica dedicata all’artista che si snoda tra cinema documentario e arte video, curata da Diego Sileo e Iolanda Ratti. 

“Il MAMbo ti porta a Milano, la mostra di Yuri Ancarani non si ferma qui!” è l’invito a proseguire verso nord per non “lasciare stare i sogni”.

Atlantide 2017 – 2023 è un’opera corale costituita da un film, Atlantide e da una serie di video, riprese inedite del film, dislocati nello spazio museale bolognese della Sala delle Ciminiere. Si è trattato di un percorso da comprendere per gradi, una rete visiva nella quale i cortometraggi proposti, tutti riconducibili a Venezia, erano in connessione tra loro e con il film. Atlantide è stato proiettato a intervalli regolari in una piccola sala, rispetto ai grandi spazi espositivi dedicati ai corti. L’idea della mostra concettualmente potrebbe rispondere alla forma espositiva frattale, cioè al principio “geometrico” che si ripete in forma uguale a sé stessa in scala sempre più piccola. Prova del fatto che nel piccolo del corto, si è espresso il grande dell’opera filmica, nel quale il principio che ne regola la forma è Venezia. 

Ogni opera video quindi costituisce una extra narrazione fatta di contenuti inediti che ha una propria autonomia artistica pur essendo in relazione al film. I cortometraggi presentano scene di grande suggestione tra cui:
– in uno studio dentistico, a distanze ravvicinate, si assiste al risanamento di innumerevoli carie di Daniele, il protagonista del film, azione simbolica di ricostruzione e rinascita della persona che avviene attraverso la cura.

YURI ANCARANI Atlantide 2017 – 2023 MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna – frame video- Photo by Donatella Pinocci

– il suono di una fisarmonica in notturno si sovrappone al rumore di una scopa che cerca di eliminare l’eccesso di acqua lagunare che invade gli ambienti in cui si vive a Venezia;
– l’immagine di Daniele che ha in mano un grosso fiore dalle tonalità dei verdi e dei viola offerto dalla fioritura di un carciofo;

YURI ANCARANI Atlantide 2017 – 2023 MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna – frame video- Photo by Donatella Pinocci

– un reticolo di led verdi che tesse una rete geometrica di luce per mettere in relazione i diversi display della sala;

YURI ANCARANI Atlantide 2017 – 2023 MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna – frame video- Photo by Donatella Pinocci

– il viaggio di una lavatrice che attraversa la laguna su un motoscafo da Burano a Rialto diventando occasione per vivere una corsa a due velocità: un motoscafo veloce ed il cammino lento di una cimice verde che si muove su una cima nautica rossa; 

Sia nei corti che nel lungometraggio di Atlantide è la laguna che osserva e racconta un’umanità reale, fatta di  amori, piccoli gesti e scarni dialoghi. 

Si tratta di un racconto frammentario in macro che produce un impatto visionario e straniante sull’idea di Venezia e dei suoi 50.000 abitanti che lottano contro il rischio di sommersione dovuto all’innalzamento delle acque lagunari. Venezia diventa così il simbolo di un dilagante degrado sociale e di problematiche globali che riguardano la sopravvivenza di tutto il pianeta.

Atlantide è un film rivoluzionario che parla di vita reale attraverso l’immagine di attori non attori, persone che entrano in relazione con il protagonista, Daniele, un ragazzo di Sant’Erasmo, un’isola lagunare di Venezia. Daniele vive ai margini sociali, tra espedienti e il sogno di avere un riconoscimento sociale grazie alle performance del suo motoscafo continuamente modificato per potenziarne le prestazioni.

YURI ANCARANI Atlantide 2017 – 2023 MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna – frame video- Photo by Donatella Pinocci

Il film, costituito da riprese di grande impatto emotivo, punta l’attenzione sull’esistenza invisibile di una generazione di adolescenti che vive il presente senza la visione prospettica del futuro, nel quale non c’è progettualità e non c’è desiderio di riscatto. Indirettamente si intuisce il fallimento della scuola, come sottolineato dall’artista durante il Book talk bolognese, assente e lontana dalla vita reale delle ragazze e dei ragazzi che vivono periferie urbane e mentali. Difficile dunque collocare il ruolo delle istituzioni che hanno perso la loro funzione sociale. Viene alla luce l’immagine di una generazione deprivata, quella dei senza, che vive la sottrazione delle possibilità di crescita e realizzazione personale a favore di una ricerca psichedelica fatta di emozioni forti. Sullo sfondo c’è Venezia violentata da un turismo fuori-scala rappresentato da una grande nave in movimento che attraversa la scena mentre un gruppo di adolescenti consuma, non curante, un aperitivo.

YURI ANCARANI Atlantide MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna – frame video- Photo by Donatella Pinocci

La rivoluzione di Atlantide è anche cinematografica, perché dimostra come la modalità holliwoodiana, che muove quantità enormi di denaro proporzionate alle quantità enormi di mezzi e persone impiegati, sia superata dall’Arte. Le riprese intime e la visione dell’artista concettualmente innovativa si contrappongono all’idea dei grandi film, reggendo il confronto anche con gli effetti speciali della post-produzione cinematografica, attraverso la sola rotazione della camera che sposta la visione.  Solo occhi quindi, ed una sensibilità dello sguardo per un film che si è lentamente costruito da solo come sostiene l’artista. La narrazione del film si è stratificata in quattro anni di relazioni umane e frequentazioni. Il film pone attenzione al disagio sociale giovanile e ai problemi legati alla città lagunare, invisibili alla percezione turistica di Venezia. Alcuni tratti raccontano la nudità lunare, una città fatta di poche parole in dialetto, decodificata più da gesti e rumori ambientali, che da discorsi. Piccole azioni in sommatoria costruiscono la catarsi finale verso la tragedia che si consuma in una gara sfrenata in motoscafo di Daniele verso la morte. A questa segue la rotazione della telecamera che supporta una lunga ripresa capovolta che attraversa i canali con effetti di luce riflessa sull’acqua. Il film è una rivoluzione strutturale dell’dea stessa di cinema tradizionale, beffeggiato nella concezione stessa della sceneggiatura che viene scritta a film concluso, perché non può esistere un film senza sceneggiatura, come dichiarato ironicamente l’artista durante il Book Talk del 4 febbraio ’23. Ancora in tempo, fino all’11 giugno 2023 per incontrare al PAM di Milano la poetica visione dell’artista per non lasciare stare i sogni.

Donatella Pinocci

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Donatella Pinocci

Donatella Pinocci

Artista, designer e curatore indipendente.
Presidente di Arion Associazione artistica e culturale, e dal 2008 Co-curatore di 100%PERIFERIA (centoxcentoperiferia) progetto di riqualificazione culturale urbana e di QUADRATONOMADE: Museo itinerante costituito da poco più di 180 opere d’arte in scatola. La collezione, dopo essere stata donata al Museo Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona di Rende (CS), ora vi si trova in esposizione permanente. Tra le mostre curate annovera; Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini a Frascati; MAAM, Centrali Idroelettriche Enel, ed altre di cui al sito: http://www.centoxcentoperiferia.com, In qualità di artista dal 2008 al 2018 fa una scelta di eteronimia: 00-RH*, -00-IMT-CODE-, ImmaterialArtist, immaterialist, Rec°, Quadraturadelcerchio ed altre identità correlate che la rappresentano nel portare avanti la propria ricerca artistica in anonimato. Analizza e misura metaforicamente lo stato dell’evoluzione umana attraverso progetti tematici pluriennali. L’essere umano (nella duplice accezione di energia e materia) costituisce un’interrogazione continua antropologica, scientifica e spirituale.
Estratto Mostre collettive a Roma: ’19 Museo Macro Roma ‘18 Pastificio Cerere – Fondazione Ermanno Casoli/Elica – #Swichtherules; 18 Palazzo Rospigliosi; Museo MAAM – ‘Extra-ordinaryday”; Palaexpo; Museo Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona Rende.

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