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IL RESPIRO DELLA LUCE – TARGETTI LIGHT ART COLLECTION – VICENZA

Kwow Wai Lau, Life is fragile – Handle with care, 2004
KWOK WAI LAU, Life is fragile. Handle with care, 2002

At ‘Vivere sani, Vivere bene’ returns once again the appointment with the art in the exhibition ‘IL RESPIRO DELLA LUCE- TARGETTI LIGHT ART COLLECTION’, which will open on Thursday 11th October in the beautiful space of Palazzo Barbarano in Vicenza, the head office of the Andrea Palladio International Centre for the Study of Architecture.

After “Respiro (Breath)” – an exhibition held in 2010 including works by Arienti, Bester, Defraoui, Jaar, Mullican, Rauschenberg, Steir, Acconci, Chhachhi, Masbedo Navridis and Rahimi – and “Le torri dell’aria’ by the architect and designer Michele De Lucchi – which inaugurated the last edition of “Living Healthy, Living Well” – this year  the exhibition is dedicated to reflections on artificial light and its extraordinary power to affect our perception of things.
The exhibition, curated by Consuelo de Gara, presents a selection of 20 works of the Targetti Light Art Collection, now one of the most important collections dedicated to Light Art, shown in over thirty exhibitions in museums and art galleries around the world – including the MAK in Vienna, the MUAR Moscow, CHELSEA ART MUSEUM in New York, the Centre for Contemporary Art Ujazdowski of Warsaw – and artistic contexts of excellence as the Crypt of Santa Croce in Florence and the Sainte Chapelle in Paris.
The exhibition, held in rooms that open onto the courtyard of the building designed by Palladio, recounts a piece of contemporary history of the Light Art by comparing some of the great masters of the genre – including the Austrian Brigitte Kowanz, the German Werner Klotz, the Italian Fabrizio Corneli and Poland’s Krzysztof Bednarky- with young artists,  the winners of the first six editions of the Targetti Light Art Prize, an international competition which was attended by over 3000 new artists, selected and awarded by a jury of museum directors, journalists , critics, curators and collectors. Some of the works shown were exhibited for the first time ever.
At the inauguration there will be a public lecture that will compare the light of architecture – particularly that of Andrea Palladio – with that of art, showing how the dialogue between the two disciplines is always fruitful.
BRIGITTE KOWANZ, Lighting, 2007
BRIGITTE KOWANZ, Lighting, 2007
All’interno della rassegna “Vivere sani, Vivere bene” si rinnova l’appuntamento con le eccellenze dell’arte contemporanea grazie alla mostra “IL RESPIRO DELLA LUCE – TARGETTI LIGHT ART COLLECTION”, che inaugurerà giovedì 11 ottobre.
Dopo “Respiro (Breath)” – la mostra realizzata nel 2010 con opere, tra gli altri, di Arienti, Bester, Defraoui, Jaar, Mullican, Rauschenberg, Steir, Acconci, Chhachhi, Masbedo, Navridis e Rahimi – e “Le Torri dell’aria” a cura dell’architetto e designer Michele De Lucchi – inaugurata in occasione della scorsa edizione di “Vivere sani, Vivere bene” – quest’anno è dedicato alla riflessione sulla luce artificiale e sul suo straordinario potere di incidere sulla nostra percezione delle cose.
L’esposizione, a cura di Consuelo de Gara, presenta una selezione di 20 opere della Targetti Light Art Collection, oggi una delle più importanti raccolte dedicate alla Light Art, protagonista di oltre trenta mostre in musei e gallerie d’arte di tutto il mondo – tra cui il MAK di Vienna, il MUAR di Mosca, il CHELSEA ART MUSEUM di New York, il Centre for Contemporary Art Ujazdowski di Varsavia – e in contesti artistici di eccellenza come la Cripta di Santa Croce a Firenze e la Sainte Chapelle di Parigi.
La mostra racconta un pezzo di storia della Light Art contemporanea mettendo a confronto alcuni grandi maestri del genere – tra cui l’austriaca Brigitte Kowanz, il tedesco Werner Klotz, l’italiano Fabrizio Corneli e il polacco Krzysztof Bednarky – con i giovani artisti vincitori delle prime sei edizioni del Premio Targetti Light Art, una competizione internazionale alla quale hanno preso parte oltre 3000 nuovi talenti, selezionati e premiati da una giuria composta da direttori di musei, giornalisti, critici, curatori e collezionisti. Alcune delle opere in mostra vengono esposte per la prima volta in assoluto.
In occasione dell’inaugurazione ci sarà una lecture pubblica che metterà a confronto la luce dell’architettura – in particolare quella di Andrea Palladio – con quella dell’arte, dimostrando quanto fecondo sia da sempre il dialogo tra le due discipline.
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Opere in mostra
WERNER KLOTZ, Colore mobile, 1998
Grazie a un rilevatore di presenza e movimento, la luce emessa dalle lampade fluorescenti nascoste all’interno dell’opera cambia colore e intensità quando i visitatori si avvicinano. L’azzurro, il rosa e il viola saturano l’ambiente in cui si trovano, riproducendo in modo artificiale i mutamenti cromatici provocati dall’alternanza del sole e dell’ombra in una giornata variabile.
Werner Klotz è nato a Bonn (Germania) nel 1956. Attualmente vive e lavora a New York.MIKAYEL OHANJANIAN, Limen, 2010
Una scala interamente realizzata in tubi di neon bianco è moltiplicata all’infinito dal gioco di specchi posti alla sua base e alla sua sommità. L’interminabile zig-zag generato dai riflessi coinvolge anche l’osservatore, il cui punto di vista è a mezza altezza dell’opera, generando una sensazione di straniamento.
Mikayel Ohanjanian è nato a Erevan (Armenia) nel 1976.ANILA RUBIKU, A light night, 2006
Alla ricerca dell’identità e delle radici della femminilità, l’artista ha realizzato una casa di cartone interamente traforata e ricamata. Grazie all’illuminazione interna, tutto è disegnato da una delicata trama di luce che rimanda all’idea della casa come “luogo del sé”.
Nata a Durazzo (Albania) nel 1970, Anila Rubiku vive e lavora tra Milano e Tirana.

PAWEL POMORSKY, Multiplication, 2006
2000 LED si illuminano in modo alternato all’interno di un cubo di plexiglas trasparente, creando forme e spazi interamente definiti da suggestivi effetti luminosi.
Nato a Opole Pomorskie (Polonia) nel 1974, Pawel Pomorski vive e lavora a Danzica (Polonia).

ELY ROZENBERG, Buckminster, 2004
Omaggio dichiarato al linguaggio delle tenso-strutture architettoniche, Buckminster è una struttura flottante, fatta di sottili fibre elettro-luminescenti che sembrano galleggiare, disegnando nel buio linee di luce poetiche e vibranti.
Nato a Dushanbe (Tajikistan) nel 1969, l’israeliano Ely Rozenberg vive e lavora a Roma.

PATRIZIO TRAVAGLI, Aleph – Omaggio a Lene Hau, 2002
Una teca di specchi rinchiude e moltiplica all’infinito una sorgente luminosa: è l’omaggio dell’artista alla fisica danese Lene Hau, che nel 2001, in un laboratorio della Harvard University, è riuscita per la prima volta e per un tempo brevissimo a fermare un fascio di luce.
Nato a Firenze nel 1972, Patrizio Travagli vive e lavora a Firenze.

NICOLA TOFFOLINI, Venire alla luce e lasciarci le penne, 2002
Piume di cigno, issate su sottili steli di metallo come fossero vele, sono illuminate da piccole sorgenti LED.
L’aria che esce dalla base dell’opera le fa oscillare nell’oscurità, combinando l’energia della luce con quella del vento.
Nato a Udine nel 1975, vive e lavora a Firenze.

KRZYSZTOF BEDNARSKI, The eyes are not here, 2002
Commosso e commovente omaggio a un artista polacco che ha perso la vista e ha continuato a lavorare “vedendo attraverso le mani”, l’opera trae origine da una poesia di Thomas S. Eliot, trascritta in Braille, con

punti-lettera luminosi.
Nato a Cracovia (Polonia) nel 1953, Krzysztof Bednarsky è uno dei più affermati artisti polacchi. Vive e lavora
a Roma dall’inizio degli Anni Ottanta.
FABRIZIO CORNELI, Laboratorio, 1998
Nata da rigorosi studi di fisica ottica, l’opera svela la magia della luce attraverso una poetica indagine visiva sulla sostanza dell’ombra.
Nato a Firenze nel 1958, Fabrizio Corneli vive e lavora tra la Toscana e l’Umbria. E’ uno dei maestri della Light Art internazionale.BRIGITTE KOWANZ, Lighting, 2007
L’artista gioca con lo spazio, comprimendolo e dilatandolo attraverso sapienti giochi di specchi e di luci e mette lo spettatore di fronte a quel mondo tanto reale e scientificamente spiegabile quando magico e straniante.
Nata a Vienna, Brigitte Kowanz lavora da oltre 30 anni con la luce artificiale. E’ concordemente riconosciuta
come una delle più importanti Light Artist del mondo.ATTILIO TONO, Stimolazione materica, 2000
Un blocco di cera d’api, progressivamente illuminato dalle sorgenti luminose diventa lo spazio fisico di un confronto illusorio tra la cera (materia-volume trasformata in pura luce) e la luce (spirito-rivelazione che attraverso la cera si concretizza).
Nato a Mariano Comense nel 1976, Attilio Tono vive e lavora a Milano.

KWOK WAI LAU, Life is fragile. Handle with care, 2002
Un invito a prendersi cura di quanto di più fragile l’uomo possieda (la vita stessa): il messaggio è veicolato dalla luce esclusivamente quando un sensore di presenza rileva un interlocutore a cui affidare l’esortazione.
Nato a Hong Kong nel 1972, Kwok Wai Lau vive e lavora a Montreal (Canada).CLARA LUISELLI, Sedimenti, 2002
Semplici bottiglie di plastica colorata leggermente pressate si trasformano, grazie alla retroilluminazione, in un sorprendente acquerello di luce.
Nata a Clusone nel 1975, Clara Luiselli vive e lavora a Bergamo.
CARLO NONNIS, Quadro clinico di un ipocondriaco, 2002
Una monumentale gigantografia di un blister di pillole retro-illuminato diventa il simbolo ironico e dissacrante di un mondo soffocato dalla paura del futuro.
Nato a Torino nel 1970, Carlo Nonnis vive e lavora a Torino.BRIAN RASMUSSEN, Un varco nel buio, 2004
La luce filtra tra le lastre di plexiglas traducendo alcune battute di un preludio di Bach in un linguaggio visivo scandito dall’alternanza tra silenzio-buio e musica-luce.
Nato a Ringsted (Danimarca) nel 1973, Brian Rasmussen vive e lavora a Venezia.
STEFANO CAGOL, War, 2008
Con cinismo e disincanto, un caleidoscopio di luce dorata fatto di un vortice di riflessi in continuo movimento, denuncia il legame inscindibile tra guerra e ricchezza.
Nato a Trento nel 1969, Stefano Cagol vive e lavora a Trento.
ALEXANDRA STRATIMIROVIC, Girl with ice-cream, 2008
Piccoli contenitori trasparenti pieni di acqua colorata si affiancano gli uni agli altri creano un ritratto che è al contempo un’ironica rilettura della tradizione pittorica dell’acquerello e del linguaggio visivo dei pixel.
Nata a Belgrado (Jugoslavia) nel 1968, Alexandra Stratimirovic vive e lavora tra la Svezia e la Serbia.
TAMAR FRANK, No Title, 2006
Indagando su come la luce influenza la percezione visiva, l’artista pone il visitatore di fronte a diversi strati di luce colorata che – grazie a piccolissimi spostamenti di fuoco visivo – impediscono la comprensione della reale profondità dello spazio.
Nata a Amsterdam (Olanda) nel 1976, Tamar Frank vive e lavora a Utrecht.
SHINJI YAMAMOTO, Quadratus, 2000
Combinando materia organica (pergamena e colla di coniglio) e artefatto industriale (fibre ottiche), l’opera traduce l’interesse dell’artista nei confronti del rapporto tra tradizione e innovazione in una poetica combinazione di vibrazioni luminose e suggestioni musicali.
Nato a Osaka (Giappone) nel 1965, Shinji Yamamoto vive e lavora negli Stati Uniti.
FONDAZIONE ZOÉ
Fondazione Zoé (Zambon Open Education) nasce nel 2008 per volontà della famiglia Zambon – dell’omonimo gruppo chimico-farmaceutico – per occuparsi dei temi legati alla comunicazione della salute.
La salute delle persone e il valore della conoscenza sono stati fin dall’inizio elementi costitutivi della filosofia d’impresa che Fondazione Zoé ha ereditato dall’esperienza del gruppo Zambon, traducendola in un impegno costante – in primis nei territori in cui opera, ma non solo – volto a formare e sensibilizzare le persone nei confronti di un nuovo concetto di salute, sempre più attento alla sfera della comunicazione, dell’informazione, della relazione.
Il cuore di Zoé – la O di Open – rappresenta questa tensione verso lo sviluppo e il progresso: Open verso il futuro delle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche, Open verso interlocutori provenienti da culture e professioni diverse, Open, infine, verso un modo di applicare la cultura del mondo delle imprese a una Fondazione.
Lo scopo di tutte le attività e iniziative cui la Fondazione ha dato vita in questi anni – dal progetto “Vivere sani, Vivere bene” all’iniziativa editoriale “VICENZA 2015”, ai numerosi convegni e seminari organizzati ogni anno – è quindi la promozione di una cultura della salute basata sulla conoscenza, ma anche sulla condivisione del sapere e delle esperienze.
Per questo quelle di Zoé – le cui linee tecnico-operative vengono indirizzate dal Comitato Scientifico all’interno di una programmazione annuale – sono iniziative di formazione, ricerca e divulgazione che puntano a sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia gli operatori del settore, capaci di coinvolgere sempre nuovi interlocutori e di svilupparsi in differenti ambiti, sia scientifici sia culturali.
In quest’ultimo campo, e più in particolare in quello artistico, questa attitudine della Fondazione Zoé al confronto con i vari linguaggi ha dato vita nel 2010 – nell’ambito di Vivere sani, Vivere bene – alla mostra d’arte contemporanea “Respiro(Breath)” – con opere, tra gli altri, di Arienti, Bester, Defraoui, Jaar, Mullican,
Rauschenberg, Steir, Acconci, Chhachhi, Masbedo, Navridis e Rahimi – mentre nel 2011 il grande protagonista è stato l’architetto e designer Michele De Lucchi, che ha interpretato il tema del respiro con “Le Torri dell’aria”.TARGETTI
Creata da Paolo Targetti per promuovere e diffondere la cultura della luce, la Fondazione Targetti è da quindici anni un punto di riferimento a livello internazionale per tutti i professionisti e gli appassionati interessati ad approfondire le interrelazioni tra la luce, l’arte, l’architettura, la psicologia, la sociologia, l’urbanistica e il design.
Tra le sue attività, il programma didattico Lighting Academy (che offre corsi di formazione sulla scienza illuminotecnica), il ciclo di conferenze dell’Osservatorio sull’Architettura (che indaga i fermenti più innovativi del pensiero architettonico contemporaneo) e la raccolta d’arte contemporanea Targetti Light Art Collection.
La Fondazione, che ha la sua sede in un edificio rinascimentale sulle colline di Firenze, sviluppa progetti e iniziative culturali in tutto il mondo.

Info:
Fondazione Zoé
Corso A. Palladio, 36, Vicenza – t. +39 0444 325064 – info@fondazionezoe.it – www.fondazionezoe.it
Fondazione Targetti
Villa La Sfacciata – Via Volterrana 82, Firenze – t. 055 3791229 – press@targetti.it – www.targetti.it
Press Office
Francesca Zanardo – c. +39 328 4780660 – t./fax +39 0429 696333 – zanardo@glass-studio.it – ufficiostampa@glass-studio.it
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