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IN – OUT – ONLINE – STUDIO.RA – ROMA

Studio.ra contemporanea
presenta:
In  – Out – Online
Roma, Via B. Platina 1/F – info: +39 3491597571 – info@studiora.eu
dal 5 dicembre all’11 dicembre 2020 – orari: dalle 16:30 alle 19:45, tutti i giorni feriali da lunedì al sabato (ingresso consentito ad un massimo di due persone con mascherina).

la sfida continua a Studio.ra.

In
 – Nella biosfera artistica interconnessa della galleria sono esposte le opere dei seguenti artisti:
Deborah Wargon, Misha Dare, Eleonora Del Brocco, Vincenzo Ceccato, Maxim DemianovLetterGiuseppe Scelfo.

OutLa mostra è allestita per essere vista dall’esterno

Online Navigazione virtuale, ascolto online.
videoclip 2020 “Valse Exotique” di Donato Di Pasquale (DDP). Durata: 5′, anno: 2020, formato DV, colore: colore. Link: https://youtu.be/lwk2S3Gx-Zs

e partecipa

XVI #giornatadelcontemporaneo  #amaci
Enti promotori : AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana), DGCC (Direzione Generale Creatività Contemporanea) del MiBACT (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo), MAECI (Ministero Affari Esteri).

Le opere rimarranno esposte fino al 30 gennaio 2021, con ingresso contingentato (max 2 persone con mascherina), nel massimo rispetto delle restrizioni vigenti, previo appuntamento su WhatsApp +39 3491597571.

la galleria

In Via Bartolomeo Platina, al civico n° 1F, davanti alla fermata degli autobus, si trova Studio.ra, un piccolo museo, un originale spazio espositivo nel cuore dell’Appio Latino, Roma in un cubo di 3 metri per 3, che affaccia sulla strada, proprio come una vetrina.

Studio.ra contemporanea, l’artist space in formato mini, fondato e diretto da Raffaella Losapio, è una mini stanza bianca, raggiungibile dal centro di Roma in pochi minuti con una buona camminata. Quando in Italia, durante la seconda ondata di pandemia e nuovi lockdown, si spengono le luci di musei, gallerie, fiere, questo piccolo atelier si riaccende di luce bianco-argento-oro per mostrare le opere di artisti chiamati a confrontarsi in uno spazio speciale.

Attraverso questa vetrina l’arte è quasi sulla strada, davanti alla fermata degli autobus 628 – 665, si mostra a tutti i passanti, sorprendendo un pubblico di passaggio e incontrando affetto, curiosità da parte dei residenti appassionati e consapevoli con cui la galleria sta costruendo la sua storia.

In questo difficile periodo, prosegue la sfida coraggiosa di Raffaella Losapio, milanese di origine e romana d’adozione, che giunta a Roma affianca al suo ruolo di artista quello di animatrice culturale della Capitale, aprendo lo spazio non profit Studio.ra, dove invita colleghi artisti nazionali ed internazionali per collaborare a residenze d’artista, per esporre opere progettate per lo spazio o per realizzare progetti corali, eventi, performances partecipative studiati per la valorizzazione di arte e cultura interdisciplinare nell’affascinante contesto storico nei pressi del Parco della Caffarella.

Dal 2006 Raffaella Losapio ha dato alla direzione dello spazio un carattere internazionale di confronto e collaborazione, organizzando dibattiti sulle esperienze comuni, che possono far emergere nuovi stimoli culturali e forme innovative di sperimentazione.

Molti sono gli artisti, curatori, storici dell’arte da tutto il mondo hanno accettato e condiviso l’impegno di Studio.ra.

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Per la Giornata del Contemporaneo Amaci a Studio.ra espongono gli artisti:

Deborah Wargon è un’artista australiana, che vive e lavora a Berlino. Diplomata in musica presso il Victorian College of the Arts a Melbourne nel 1983, ha ottenuto una borsa di studio all’Accademia di Stoccarda e un master in scenografia nei Paesi Bassi. Come violinista è stata presente in diverse orchestre in Australia, Israele e Austria. Come compositrice è stata ingaggiata per diverse produzioni al Grant Street Theatre di Melbourne. Dal 1989 ha composto e lavorato per diversi teatri in Germania, Austria e Francia.
Dal 2002 espone come artista visiva a Berlino, Londra, San Francisco, Tel Aviv, Istanbul.
Nei suoi ritagli scultorei neri su fondo bianco, o bianchi su fondo più scuro e nelle sue installazioni sonore e scultoree, emergono fortemente connessioni tra tempo e musica come echi di antiche culture o moderne melodie che sembrano adagiarsi su impulsi sonori di tagliente vivacità.

“Ritaglio scultoreo”, Deborah Wargon

Eleonora Del Brocco, è un’artista romana molto attiva, esploratrice di luoghi tra oriente e occidente. Ama sperimentare nei diversi materiali e media dalla fotografia, al plexiglas, al metallo, legno, resine trasparenti e video. E’ tornata diverse volte in Nepal, India, Tailandia, Ecuador, Birmania, Iraq come fotografa e videomaker per approfondire e testimoniare la trasformazione sociale verso la globalizzazione. Si occupa anche di temi etico sociali ed è sempre attratta dalle situazioni di emergenza e movimenti di massa. I suoi lavori rappresentano riflessioni dalle tribù che vivono nella terre lontane, alle comunità di nomadi nella nostra capitale.
Tutto per lei è così lontano e così vicino, come un sogno o una realtà, capace sempre di farci riflettere o sconvolgere l’anima. Ha vinto premi e partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero.
In questa mostra presenta un’opera sul tema ambiente-ecosistema, intitolata “Sinapsi… radici aeree”, ricavata dal contesto naturalistico e sorprendente della campagna viterbese.

“Sinapsi… radici aeree”, Eleonora del Brocco

Misha Dare è un’artista australiana poliedrica di grande creatività e sensibilità. Conosce profondamente varie culture, dove trae ispirazione nella sua arte in continua evoluzione. Si è laureata presso RMIT University a Melbourne. Pittrice, poetessa, fotografa, grafica, scultrice, performer, designer. E’ specializzata nell’arte dei gioielli, espressione della creatività contemporanea. Ultimamente ha conseguito il master in Art in Public Space. A Roma presso Studio.ra con artisti newyorkesi, nel 2017 a Venezia durante la 57a Biennale Arti Visive e presso alcune gallerie a Bologna ha pienamente espresso la propria visione critica in modo costruttivo con profonda partecipazione. In  – Out – Online espone le sue sculture bianche, realizzate in Estonia, di forme insolite, modulari quasi ad incastro, leggere, delicate e porose, simili a frammenti di asteroidi o altri corpi celesti.

“Frammenti di asteroidi”, Misha Dare

Vincenzo Ceccato è nato a Roma dove si diploma all’Accademia di Belle arti con Franco Gentilini. Artista multimediale, radica la sua ricerca dalle problematiche sperimentazioni degli anni ’70, elaborandone le trasformazioni fino alla pittura digitale, all’installazione multimediale con l’uso di neon su serigrafie su vetro o plexiglass, alla videoart, fondendo nella tecnica e nei contenuti, il legame tra arte, scienza, fisica e cosmologia. Ha realizzato la performance multimediale “Il Giardino dei veleni” in due versioni nel 2002 e nel 2005 al teatro Sala 1 e l’installazione “l’Ultima cena a 9 miliardi di anni luce”. Da questi due ultimi lavori ha creato due medio-metraggi “Labyrinth” e “Ora x-Scacco matto”, che sono stati proiettati ai cinema d’essai Detour e Grauco. La sua singolare ricerca nelle varie forme, sagome o profili, disposti in sezioni spaziali con una tridimensionalità luminosa e prospettica, lo vede fra gli artisti più originali e prolifici della nostra realtà culturale italiana. Ha esposto in numerosi spazi pubblici e gallerie in Italia e all’estero.

“In un giardino siderale”, Vincenzo Ceccato

Maxim Demianov, artista emergente dell’Europa dell’est, dopo aver passato svariati anni a Roma, trova spazio a Studio.ra, esponendo con artisti affermati sulla scena dell’arte contemporanea romana e non solo. Le sue maschere “Immagini dal conscio” portano alla luce l’innata capacità di una ricerca sostenuta da una puntuale tecnica di lavorazione di un materiale comune come il gesso usato nei cantieri manovali e nei meravigliosi calchi conservati nelle gipsoteche. Da queste esperienze lavorative e formative ha inizio l’elaborazione di immagini d’ispirazione africana, riportando così all’attenzione le lontane culture di un antico continente spesso dimenticato. Eppure l’Africa è anche qui e ogni giorno sempre più evidente, ma ne vengono esaltati più i problemi che l’affliggono e sempre meno le sue qualità. Il lavoro del Demianov è destinato a proseguire in altre direzioni, secondo contenuti insoliti perché elaborazione affiorate in questo secolo.

Vedi foto di copertina:  “Immagini dal conscio”, Maxim Demianov

Letter è lo pseudonimo che utilizza Raffaella Losapio per firmare le sue opere più recenti, abbreviazione del cognome materno e in omaggio alla bottega della famiglia Letterini di San Canciano a Venezia. Dopo il coinvolgimento di Raffaella con astronauti e cosmonauti durante il contesto degli “Incontri Astronauti nel 2000”, dell’ASE Congress, attualmente Letter è sempre più attratta dalle energie cosmiche, tracce dinamiche delle traiettorie, onde gravitazionali, interazioni e collisioni di particelle negli acceleratori del CERN.
Per questa mostra propone: “Verso su” l’opera multi-materica realizzata ed esposta nello spazio di vetro del Macro Asilo a Roma, nel 2019 durante la sua residenza, “Ethereal wind” una scultura illuminata da neon led e due dipinti su tela, a diversi strati, dove sul fondo bianco inserisce la foglia d’oro, la foglia d’argento e la vernice dello stesso colore. Oro è il colore del metallo puro originario, estrema sintesi di luce e spazio fin dall’antichità classica. Argento è il colore delle navicelle spaziali, della luna che riflette la sua luminosità nello spazio infinito. La luce è fondamentale nei suoi lavori, in quanto cambiando colore, rivela il movimento delle stelle, consentendo di esplorare il passato per capire meglio il presente e prevedere il futuro.

“In – Out – Online”, veduta interna di alcune opere, da sinistra verso destra Letter, Wargon, Scelfo

Giuseppe Scelfo, architetto/artista, sviluppa la ricerca visiva dalla fine degli anni ’70 attraverso diversi linguaggi, dalla pittura alla ceramica, alla vetrofusione, ai linguaggi video-art e al photo compositing, nelle piccole e grandi dimensioni. La trasparenza, la luce, sono i riferimenti portanti delle opere, insieme alla individuazione dello spazio umano, frammentato, imperscrutabile, tuttavia “trasparente nella sua essenza”. Nel 2019 nascono i “Prototipi”, teche che visualizzano criticamente la perdita della natura nella contemporanea trasformazione in Natura Artificiale, che vorrebbe sostituire quella fertile naturale e, come sirene seducenti e ammalianti, prototipi di nuove modalità riproduttive, nell’intimo intreccio dell’Attrazione che esercita la forza universale dello sguardo. Realizzate con bacchette di vetro di Murano, su supporto in plexiglas, le teche sono create con un vero progetto costruttivo “architettonico” e vengono sentite e pensate con uno sguardo verso il progetto del futuro.

“Natura Artificiale”, Giuseppe Scelfo, 2019, cm 50x70x5, bacchette in vetro di murano, scaglie in vetro e supporti in plexiglas

Donato Di Pasquale è nato a Teramo nel 1962. Ha studiato pianoforte con Erika Vicari. Ha conseguito il diploma di pianoforte presso il Conservatorio “G. Braga” di  Teramo. Ha studiato composizione tradizionale con Mauro Cardi, composizione sperimentale con Giancarlo Bizzi, musica elettronica con Michelangelo Lupone. Ha conseguito la laurea in DAMS, presso l’Università degli Studi di Bologna, discutendo la tesi: “Genesi dei Quattordici Canoni BWV 1087 di Johann Sebastian Bach”, relatore Prof. Paolo Cecchi. Ha conseguito la laurea magistrale in Filosofia e Comunicazione, presso l’Università degli Studi Dell’Aquila, discutendo la tesi: “Il concetto di rumore in Fred Dretske”, relatore Prof. Simone Gozzano; correlatore Prof. Arnaldo Morelli.
Musicista proteiforme ha ricoperto nella propria carriera molteplici ruoli: pianista; compositore; musicologo; didatta; esperto multimediale; filmmaker; organizzatore di eventi; direttore artistico; responsabile di progetti. Da sempre e con qualsiasi mezzo persegue il fine della sperimentazione artistica, dando pari importanza tanto ai processi quanto agli esiti.

videoclip 2020 “Valse Exotique” di Donato Di Pasquale (DDP).

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Sinossi
Valse Exotique è un brano che ho composto nel 1980, all’età di 18 anni. All’epoca decisi di dargli questo titolo in francese poiché ero particolarmente impressionato e influenzato dai musicisti francesi fin de siècle. In particolare Satie e Debussy che erano stati, a loro volta, impressionati e ispirati dal gamelan giavanese ascoltato all’esposizione universale di Parigi del 1889. Credo che per loro e per altri musicisti — che ebbero modo di ammirare la ricchezza e la bellezza dei suoni di quell’orchestra costituita da gong, percussioni, vasi di bronzo, metallofoni — quella fu una vera esperienza dell’esotico in musica, e non solo in musica.
Ho ripreso dopo molti anni Valse Exotique per realizzare un videoclip per la mostra di arte contemporanea “In – Out – Online” organizzata da Studio.ra, con l’idea di rappresentare una mia idea dell’esotico, inteso nella sua radice più profonda, nel suo etimo greco: ἔξω «fuori», «all’esterno». Un fuori dal mare, un fuori dall’Europa, un fuori dall’Africa, un fuori dal mondo, un fuori dal pianeta.
Il video è un valzer di tutte le forme viventi, dalle prime forme unicellulari, alle prime forme organiche, agli insetti, agli organismi più complessi, gli uccelli, i rettili, i mammiferi. Tra questi ultimi appaiono i sapiens che non spiccano né per particolare bellezza né per altre proprietà rispetto agli altri esseri viventi nella stessa classe zoologica, e tuttavia partecipano anche loro all’eterna danza della vita.
Donato Di Pasquale (DDP).

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