MORTO L’ARTISTA VINCENZO CECCATO RAPPRESENTANTE ORIGINALE E PROLIFICO DELLA REALTA’ SPERIMENTALE ROMANA E ITALIANA
Nelle sue opere, la serialità delle immagini riprodotte e il loro dispiegarsi sulla superficie come in un vuoto prospettico, senza riferimenti reali e animati, ci introduce come nell’antro di un mago scienziato, zeppo di naturalia e artificialia, in una Wunderkammer dove tutto è contraffatto e strutturato all’interno di una pirotecnica Camera delle meraviglie futuristica. Qui tutto è inscatolato, impacchettato in uno spazio asettico, quasi le figure fossero tanti insetti diafani e farfalle sottili spillate su superfici pastello entro bacheche trasparenti, imprigionate e crocefisse quali forme residuali di un remoto passato su griglie trapezoidali, per la gioia e le occhiate avide di collezionisti guardoni di un lontano futuro. I colori usati per registrare le sagome quasi esclusivamente femminili e così replicate da diventare segno) sono sempre freddi, pallidi e algidi nella loro essenzialità, contribuendo così all’idea di una catalogazione della vita piatta e uniforme così come la concepiamo oggi, su questo nostro pianeta.
Soldatini allineati in righe ordinate, tutti in fila in una visione che preconizza l’avvenire della nostra epoca in una prospettiva che ci riporta alle inquietanti immagini della Metropolis di Fritz Lang. La mutazione umana verso un’entità artificiale, attraverso la scienza e la trasformazione della materia, ripercorre anche il rapporto tra uomo e robot, descritto per la prima volta nel romanzo R.U.R. dello scrittore ceco Karel Capek. Le creazioni visionarie di Lang e Capek, insieme alle fantasie del regista russo Vsevolod Mejerchol’d, che propendeva verso una prefigurazione dell’arte teatrale nel senso di un attore funambolico biomeccanico, sono le fondamenta proprie dell’opera e della ricerca artistica di Vincenzo Ceccato.
Con queste basi risulta evidente che l’ideazione, nell’opera dell’Autore, si pone alle origini delle avanguardie storiche del Novecento, derivandone una propria personale rilettura, così come la presenza attiva nella creazione scenica e nelle esperienze di interventi, azioni e performances teatrali, dove le immagini fisse diventano manichini addobbati o si tramutano in ballerini viventi di una coreografia siderale, avvicinano Ceccato ai lavori del Gruppo Altro di Achille Perilli, valido, questo, come riferimento anche per la nascita del gruppo intorno a lui degli artisti di Dimensione Altra, alla fine di quel decennio, gli anni ’70, così prolifico per tutte le arti, soprattutto a Roma.
La ripetizione, l’affastellamento quasi da catena di montaggio e la sovrapposizione delle silhouettes in un’atmosfera rarefatta, il loro proporsi come spauracchi, una collezione di automi connotati da una fissità spettrale, quasi fossero Golem riportati in vita dalla passione alchemica del negromante Autore, non si propone come qualcosa di pauroso o, peggio, minaccioso, ma come semplice evocazione di un medium allegro e giocoso, raccoglitore di storie, di identità nascoste e sconosciute.
A volte il bianco e le varie tonalità dell’azzurro si fondono ad un intenso blu cobalto, altre volte ad essi si sovrappone un acceso arancione e sempre tutto si mescola come flash di colore su fondali monocromatici a formare ombre e contorni, a volte fosforescenti, sinuosi come fantasmi soffusi di nebbia.
Questa ricerca sul colore, attraverso la fotografia serigrafica su plexiglas, con le sue figure di derivazione umana o umanoide, sagome e profili ritagliati, disposti in sezioni spaziali come in una tridimensionalità prospettica, rimanda a soglie di altri mondi, porte devianti verso altre dimensioni.
In archivio anche testi di Gabriele Perretta (teorico del Medialismo), Vittoria Biasi, Barbara Martusciello, Mike Watson, ed altri storici dell’arte.
www.romiart.net sito web del suo studio e luogo espositivo. Vincenzo Ceccato da molti anni aveva aperto il suo studio a vari artisti. Dal 2014 abbiamo organizzato 4 edizioni di Amaci, due di Roma Artweek e il 2-3 maggio 2016 le performances dell’inaugurazione della London Biennale con la presenza del fondatore David Medalla e del coordinatore della LB Adam Nankervis.
Un punto di riferimento per l’Arte Contemporanea a Roma.



No Comment