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QUEEN MARGHERITA JUMPS INTO THE MOTOR RACING SCENE – VILLA REALE | MONZA

Regina Margherita
Regina Margherita

“Queen Margherita” jumps into the motor racing scene
On the occasion of the Italian Grand Prix
Exhibition open until midnight
Friday 9 and Saturday 10 September

Segnalazione pervenuta alla redazione da Giuliana de Antonellis – www.gdapress.it

Monza, 6 September 2011 – Queen Margherita pays a tribute to the Italian Grand Prix with the exceptional opening of her apartments at the Royal Villa of Monza.

On the occasion of the motor racing event, the exhibition entitled “Queen Margherita” will remain open until midnight on Friday 9 and Saturday 10 September, giving the public the unique chance to visit the royal apartments on the first floor. And all fans holding a Grand Prix pass or ticket will get a 50% discount off the admission fee to the exhibition.

The exhibition, curated by Elena Fontanella, was conceived and staged by the DNArt Foundation as part of the events marking the 150th anniversary of Italian Unification. It was organised with the support and collaboration of Consorzio Villa Reale and Parco di Monza, the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities, the Region of Lombardy, the Province of Monza and Brianza, and Monza City Council. The preview took place on 29 July 2011.

The exhibition held in the royal apartments on the first floor describes the private and public life of the first Queen of Italy. The furniture, valuable objects and works of art on display in the apartments of Umberto I and Margherita of Savoy are a sign of the great attachment of the royal couple to the Villa, which had been at the centre of significant events for the royal family and the entire nation.

At the end of the eighties, Italy experienced a real industrial revolution and made its fully-fledged entrance into the
modern era. Queen Margherita, who had always shown great interest in technological and scientific advances and was very fond of music, literature and arts, became widely admired by the people, also by virtue of her inborn ability to make the most of the new means of communication. She was an icon of style and fashion, a true pioneer of modernity.

She also had a passion for cars, so great that she herself wanted to drive her “Palombella”, the Italian car who was created for her in 1909 and was designed by the prestigious Milan based coachbuilder Cesare Sala. Nevertheless, she had already set off for a long journey a few years earlier, in 1905. On her “FIAT 24 HP chassis”, she travelled from Rome to Florence to inaugurate the new headquarters of the “Dante Alighieri Society”, and she was determined to drive as far as Wiesbaden in Germany. She made a stopover in Bologna to visit her friend Carducci, and after a couple of days, despite the bad weather, she resumed her journey to reach her final destination… “No doubt she would be the first queen to embark on such a journey”, the press reported. And the Queen remarked: “Motors have become an addiction in our family”.

“Queen Margherita” jumps into the motor racing scene
On the occasion of the Italian Grand Prix
Exhibition open until midnight
Friday 9 and Saturday 10 September
Mostra “Regina Margherita”
Villa Reale di Monza
Closed on Monday; – Tuesday to Sunday 10 am to 8:30 pm (box office closes at 7:30 pm)
FRYDAY 9/9- SATURDAY 9/10 – GRAND PRIX EXCEPTIONAL OPENING (10:00 – 00:00)
For information and booking:
info@fondazionednart.itprenotazioni@fondazionednart.it
039.2308970 – 02.29010404 – www.fondazionednart.it
Press office: Francesca Cassani 335.8124248 – ufficiostampa@fondazionednart.it

Libretto assegni Regina Margherita
Libretto assegni Regina Margherita

LA REGINA MARGHERITA SCENDE IN PISTA
VENERDI’ 9 E SABATO 10 SETTEMBRE, IN OCCASIONE DEL GRAN PREMIO D’ITALIA, MOSTRA APERTA FINO  MEZZANOTTE

Monza, 8 settembre 2011 – La regina Margherita rende omaggio al Gran Premio d’Italia con un’apertura straordinaria delle sue stanze alla Villa Reale di Monza.

Domani, venerdì 9 e sabato 10 settembre, in occasione dell’evento automobilistico, la mostra “Regina Margherita”, grazie alla quale sono state aperte al pubblico le stanze al primo piano nobile della Villa Reale di Monza, rimarrà aperta fino a mezzanotte. E a tutti gli appassionati in possesso di un pass o di un biglietto del Gran Premio verrà applicato uno sconto del 50 per cento sul prezzo di ingresso all’esposizione.

Curata da Elena Fontanella, ideata e promossa da Fondazione DNArt, l’esposizione si inserisce tra gli eventi per le celebrazioni del 150 anni dell’Unità d’Italia. Realizzata grazie alla collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Regione Lombardia alla Provincia di Monza e Brianza e al Comune di Monza è stata aperta, in anteprima, lo scorso 29 luglio.

Il percorso espositivo, ospitato nelle sale auliche del primo piano nobile, racconta la vita pubblica e privata della prima Regina d’Italia. All’interno degli Appartamenti Reali di Umberto I e Margherita di Savoia, arredi, oggetti preziosi e opere d’arte illustrano lo stretto legame tra la coppia reale e la Reggia che è stata teatro di episodi importanti per la famiglia e per l’intera nazione.

Alla fine dell’Ottocento l’Italia vive la sua vera e propria rivoluzione industriale ed entra a pieno titolo nell’era moderna. La Regina Margherita, amante della musica, della letteratura e delle arti, si dimostra sempre attenta a tutte le novità della scienza e della tecnologia, diventando un personaggio ammirato da tutto il popolo, grazie anche alla sua innata capacità di sfruttare al meglio i nuovi mezzi di comunicazione. Icona del gusto e della moda, Margherita è una vera paladina della modernità.

In particolare ama le automobili, tanto da guidare lei stessa la sua “Palombella”, l’Itala costruita appositamente per lei nel 1909 e disegnata dalla famosa ditta Cesare Sala di Milano. Già nel 1905 aveva intrapreso un lungo viaggio. A bordo della sua “FIAT 24 cavalli” era partita da Roma alla volta di Firenze, per inaugurare la nuova sede della Società Dantesca, decisa a proseguire fino a Wiesbaden in Germania. Sostò a Bologna, in visita dal suo amico Carducci, un paio di giorni e poi, nonostante il brutto tempo, riprese il cammino giungendo infine a destinazione…“Essa sarà senza dubbio la prima regina che compirà un simile viaggio”, scrissero i giornali e la Regina sentenziò: “L’automobilismo è diventato in casa nostra una malattia di famiglia”.

Mostra “Regina Margherita”
Villa Reale di Monza
Lunedì chiuso. Martedì – domenica dalle 10 alle 20.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
VENERDì 9/9 – SABATO 10/9 2011 – APERTURA STRAORDINARIA GRAN PREMIO (10.00 – 00.00)
Informazioni e prenotazioni:
info@fondazionednart.itprenotazioni@fondazionednart.it
039.2308970 – 02.29010404 – www.fondazionednart.it
Ufficio stampa: Francesca Cassani 335.8124248 – ufficiostampa@fondazionednart.it

http://www.reggiadimonza.it/Villa/107

Monza – Villa Reale
29 luglio 201, apertura appartamenti reali
12 settembre 2012, inaugurazione mostra

Segnalazione pervenuta alla redazione da Giuliana de Antonellis – www.gdapress.it

Milano, 27 luglio 2011 – Per i 150 dell’Unità d’Italia la Regina Margherita torna a Monza e apre gli appartamenti di Villa Reale.  A partire da venerdì 29 luglio le stanze del primo piano nobile della reggia apriranno per la prima volta al pubblico grazie agli allestimenti della mostra “Regina Margherita”, curata da Elena Fontanella, ideata e promossa da Fondazione DnArt , che inaugurerà ufficialmente il 12 settembre prossimo.

Gli arredi e gli oggetti che animeranno gli appartamenti provengono in gran parte dalla mostra “Regina Margherita. Il mito della modernità”, promossa da DnArt, che si è appena conclusa, con un grande successo di pubblico, alla Villa Reale di Napoli.

Il centro dell’esposizione è la villa le cui stanze sono le vere protagoniste del progetto – spiega Elena Fontanella, curatrice della mostra e Presidente della Fondazione DnArt -. Una grande occasione di valorizzazione per la reggia che aprirà le sue porte al pubblico raccontando la storia di Margherita, prima regina d’Italia, che qui ha vissuto con Umberto I. Ogni stanza rivive grazie ad oggetti, arredi, abiti appartenuti alla regina. E dal 12 settembre, con l’inaugurazione ufficiale della mostra, gli appartamenti si arricchiranno con un percorso storico e nuovi approfondimenti sulla figura di Margherita”.

Dipinti, sculture, arredi, oggetti, abiti, gioielli, documenti e fotografie accompagnano il visitatore tra le stanze di Villa Reale. Contenuto e contenitore si fondono in un unicum storico, dove l’uno rimanda all’altra e viceversa. Perché la storia di Margherita non può prescindere dal suo legame con Monza e con la Villa. Un luogo prestigioso e suggestivo che assume un ruolo di primaria importanza a cavallo tra il XIX e il XX secolo nelle vicende legate all’Unità d’Italia e ai sovrani della nuova Nazione.  La Reggia,  infatti, è il dono di nozze di Vittorio Emanuele II al principe Umberto, erede al trono del Regno d’Italia, e a Margherita di Savoia, figlia di Ferdinando duca di Genova (fratello di Vittorio Emanuele  II) e di Elisabetta di Sassonia che si sono uniti in matrimonio il 22 aprile 1868 a Torino. Margherita è entusiasta di questo dono e stabilisce sin da subito un legame profondo con la villa e la sente, come lei stessa scrive, “casa nostra veramente, perché il re ce l’ha assegnata in proprio”.

Qui Margherita, che ama la cultura, si diletta nella musica e si circonda di poeti, intellettuali e artisti che trovano in lei una fonte di ispirazione e un modello di grazia ed eleganza.  La maggior parte degli interventi, sia strutturali che decorativi, subiti dalla villa nel corso degli anni per adeguarsi alle nuove esigenze di comfort e funzionalità generate dai repentini mutamenti della società sono voluti da Margherita. La regina dà una forte impronta personale agli arredi e alle decorazioni, il suo gusto raffinato si coglie nelle scelte che compie nelle tappezzerie, negli arredi, nelle vaselle e nelle suppellettili in generale.  A partire dalla tavola. In mostra, infatti, vi è anche la grande tradizione delle tavole della Casa Reale Savoia. In questi anni, infatti, anche l’arte della cucina e della tavola è investita dallo spirito della modernità che soffia impetuoso in tutti gli ambiti della vita. Lo stile e l’impronta di Margherita incidono anche nell’organizzazione delle tavolate, sulla presentazione delle pietanze e sulla scelta del menù.

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Margherita costituisce un interessante soggetto storico e privato nell’ambito della lettura della storia unitaria italiana, non solo per essere stata la prima Regina dell’Italia unita, ma anche per quel particolare stile che Margherita impose con la propria forte personalità e il proprio ruolo sull’opinione pubblica italiana, tanto da creare un vero riferimento culturale e sociale per oltre mezzo secolo. Il fenomeno del “margheritismo”, fondato sul sottile potere di attrazione che la regina esercita non solo su artisti e intellettuali, ma anche sulla gente comune, viene a costruire uno dei volti identitari del nostro paese sullo scenario d’Europa: è il trionfo della bellezza femminile, che lo stile della regina riesce ad incarnare in tutte le sue più svariate e articolate sfaccettature.

Margherita, inoltre, proprio come una sovrana moderna, ha vissuto gioie e dolori personali e della nazione. L’unione tra Margherita e Umberto ha avuto per Vittorio Emanuele II un alto significato politico: doveva rinnovare e rafforzare l’immagine della dinastia regnante, uscita indebolita dalla terza guerra d’Indipendenza contro l’Austria e avvicinare il popolo alla Corona. In seguito, poi, il matrimonio felice si trasforma in un rapporto di indifferenza tra i due coniugi. Umberto, infatti, ancor prima del fidanzamento ufficiale con Margherita frequentava altre donne. In particolare la duchessa Eugenia Litta Bolognini, che abitava nell’omonima villa di Vedano, poco distanze dalla reggia monzese. Il re era solito percorrere il sentiero che univa le due dimore, dopo l’aperitivo con la regina, per andare a cenare con la sua favorita. Margherita una sera, entrando nella camera da letto del marito lo sorprese impegnato con la Litta e decise di andarsene e abbandonare il marito infedele. L’intervento del suocero, che le ricordò il suo ruolo, le fece cambiare idea. Del resto Margherita, non si sottrasse mai al suo ruolo di regina stando sempre accanto al marito e sostenendolo in qualsiasi scelta politica. Fino al 1 luglio del 1900 quando Umberto viene ucciso per mano dell’anarchico Bresci, lasciando così Margherita in uno stato di costernazione e di malinconia che la accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni.

p.22 Spilla Regina Margherita
p.22 Spilla Regina Margherita

La mostra è ideata e promossa dalla Fondazione DnArt, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Monza e con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

 

“Regina Margherita”

28 luglio Inaugurazione appartamenti reali
29 luglio 2011 – 30 settembre 2012 Apertura appartamenti reali
12 settembre 2011 Inaugurazione mostra
13 settembre 2011 – 9 gennaio 2012  Regina Margherita

Orario estivo:
Lunedì 14.30 – 20.30
Martedì – Domenica 10.00 – 20.30

Orario invernale dal 1 ottobre:
Lunedì 14.30 – 19.30
Martedì – Domenica 9.00 – 19.30

Info e prenotazioni:
Fondazione DNArt
Tel 02 29010404 – info@fondazionednart.it – prenotazioni@fondazionednart.it
www.fondazionednart.it

Ufficio stampa:
Francesca Cassani – Tel. 335.8124248 – ufficiostampa@fondazionednart.it

Gli Appartamenti Reali

Con la proclamazione del Regno d’Italia Milano decade dal ruolo di capitale, e la Villa Reale di Monza diventa da subito luogo di villeggiatura privilegiato di Umberto di Savoia che vi soggiornerà dal 1862 al 1900, prima come Principe di Piemonte e poi come Re. Umberto, le­gato particolarmente alla villa da ricordi d’infanzia, inizia a tra­scorrervi lunghi periodi di svago e riposo preferendola presto alle altre sue residenze estive.

Umberto I “appassionato di Monza ogni anno vi profondeva spese e restauri e migliorie e lavori artistici sotto la fine direzione del suo Architetto Achille Majnoni d’Intignano, il quale rispettando allo scrupolo quanto v’era di originale opera del maestro Piermarini, modificò però qualche volta radicalmente certe sale e decorazioni e mobiglio”. Negli anni del suo regno infatti, prima l’architetto Tarantola con l’aiuto del Marchese di Villamarina e poi il Majnoni, operano una serie di trasformazioni mirate a conferire ai locali della Villa una sontuosa e ricercata comodità, ottenuta spesso a scapito del raffinato gusto estetico settecentesco.

L’uccisione di Umberto I, avvenuta proprio a Monza il 29 luglio 1900, pone fine alla contrastata e alterna esistenza di Villa Reale come dimora regale. Dopo i funerali la villa si chiude: “se ne andò la Regina dopo quel giorno, scomparve la corte, lo stuolo del servidorame, per anni ed anni fu il silenzio”.

La “Sala della Pendola”

Probabilmente questa era la sala d’aspetto per l’appartamento delle arciduchesse, diventato poi quello della regina Margherita. Anticipa il “Salotto della Regina” ed è collegata con la “Sala dei Ciambellani”, denominata poi semplicemente “Sala verso Corte”. Risente, come anche il resto degli Appartamenti privati, del gusto di Umberto che caratterizza i cambiamenti e i rifacimenti.

IL SALOTTO DELLA REGINA

Il salotto della regina presenta una tappezzeria di damasco cremisi con disegni portanti motivi floreali. Particolari sono le quattro porte a vetro poste agli angoli della sala; in qualsiasi momento la sovrana doveva avere totale percezione delle presenze all’interno dei suoi appartamenti. Le decorazioni dorate della volta ritraggono paesaggi ruineschi. I sopraporte in stile neobarocco rococò definiscono ulteriomente gli ingressi alla sala.

È stato da poco ricollocato il ritratto di Umberto I, datato 1901, opera di Eleuterio Pagliano.

Sul fondo della sala è presente una piccola porta d’ingresso collegata direttamente all’appartamento di re Umberto I per rendere più agevole e veloce l’acceso all’ambiente del sovrano.

La vita matrimoniale dei sovrani era caratterizzata da una sostanziale indifferenza. Umberto, ancor prima del fidanzamento con Mergherita, intretteneva rapporti amorosi con altre donne. In particolare, frequentava la duchessa Eugenia Litta Bolognini, che abitava nella omonima villa di Vedano, poco distante dalla reggia monzese. Il re era solito percorrere il sentiero che univa le due dimore, dopo l’aperitivo con la regina, per andare a cenare con la sua favorita. Umberto commise un imperdonabile errore diplomatico: chiese a suo padre Vittorio Emanuele II di fare della Litta  la dama di palazzo di Margherita a Milano; la futura regina reagì: seguì Umberto lungo il viale del Parco e, sotto un lampione non distante dalla casa della duchessa Eugenia, accertatasi di trovarsi in piena luce, sparò un colpo di pistola in aria. In realtà successe anche di peggio: una sera, entrando nella camera da letto del marito, lo sorprese impegnato con la Litta. Decise quindi di andarsene e abbandonare il marito infedele, ma l’intervento del suocero, che le ricordò il suo ruolo, le fece cambiare idea.

LA CAMERA DA LETTO DELLA REGINA

Le pareti della camera da letto sono impreziosite da tappezzerie da poco ripristinate su disegno originale e realizzate su tessuto ignifugo, dalle tonalità del verde con decorazioni e disegni floreali. È presente un camino in marmo in stile Seicento con fondale di mattonelle a fiori.  Le volte sono decorate con dorature e putti leggermente rilevati.


SALA DA BAGNO DELLA REGINA

La sala da bagno della regina è un ambiente ricavato da due sale in precedenza utilizzate come studio. Nella prima sala di servizio è presente gabinetto e latrina mentre nel successivo il bagno. I tessuti delle tappezzerie a strisce bicrome blu e bianche sono stati recentemente restaurati e realizzati con materiale ignifugo. È presente alle pareti un rivestimento in marmo “fior di pesco” tipico delle zone della Carnia. In un angolo trova posto un camino in marmo bianco recante il diadema di Casa Savoia. I pavimenti lignei dei due ambienti sono quasi sicuramente realizzati dalla celebre officina neoclassica dell’ebanista Giuseppe Maggiolini. L’artista artigiano di Parabiago realizza due preziosi intarsi, il più famoso dei quali rappresenta la testa della Medusa.


GUARDAROBA DELLA REGINA

Le pareti, rifinite da delicate tappezzerie di colore celeste, realizzate in materiali ignifughi sul modello originario, incorniciano una delle sale guadaroba della regina. Sono presenti mascherine di color oro,  tracce dell’antico impianto di riscaldamento collegato a caldaie sotterranee, alimentate a legna. Qui è stato da poco ricollocato il trumeau, in noce, composto da un corpo inferiore a tre cassetti, più uno in fascia.
Sul piano fa bella mostra un vano a scomparsa che nasconde il secretaire con tre cassettini interni. Sulla fascia che divide il corpo superiore da quello inferiore si trovano due piccoli ripiani estraibili per mezzo di tiretti. Vi è poi l’alzata a due sportelli, sormontati da un medaglione con cristallo inciso. All’interno sono collocati sei cassetti disposti in doppia fila sormontati da uno sportello centrale e da sette vani a giorno, alcuni sagomati ad arco. L’arredo, che si trovava nella residenza reale di Strà, venne portato alla Reggia di Monza su richiesta della regina Margherita e collocato nel boudoir.

Uscendo da questo ambiente, si incrocia la scala dai quali si scendeva al piano terreno, dove altri sei locali erano adibiti a guardaroba e sauna.

LA SALA DEL TRONO DI UMBERTO I

Era la sala di ricevimento del re. La volta è decorata con stucchi in stile barocco, con al centro, inserito in cornice, un piccolo affresco rappresentante “Apollo tra le nubi”. Il disegno del parquet  riprende semplificato lo stucco della volta. La boiserie presenta nello zoccolo riquadri dorati con cornici a rilievo.

Delle tre porte, una, monumentale, presenta una cimasa e fogliami in cui s’impone un mascherone di gusto seicentesco; nell’ovale superiore era situato forse un dipinto o uno stemma sabaudo. Il camino è a marmi policromi in stile seicentesco con fondale di mattonelle a fiori ed è caratterizzato da un parascintille in bronzo dorato e traforato in stile “Luigi XV”.

STUDIO

La tappezzeria d’epoca della sala è di seta a ghirlande di fiori su fondo crème, in stile “Luigi XVI”. La boiserie laccata grigio perla è l’unica originale negli appartamenti rispetto all’epoca umbertina; il tono grigio azzurro caratterizza anche le porte e le soprapporte, come pure la volta a stucchi. La decorazione è a motivi “rocaille”, mentre il camino è in stile barocco. Le decorazioni del pavimento ligneo si specchiano in quelle della volta.

LA CAMERA DA LETTO DEL RE

La camera é divisa in due ambienti da due plinti su cui poggiano una colonna e una semicolonna con capitello addossata a pilastri; il fusto scanalato delle colonne è caratterizzato da ghirlande di fiori dorate. La tappezzeria é di seta celeste ornata da gallone doppio di seta crème: manca la mantovana nella parte superiore. Nello zoccolo, la boiserie si presenta a riquadri dorati, mentre sulle porte, sui due pilastri laterali e sulla trabeazione si inscrivono motivi “rocaille” dorati, così come nei due soffitti, con medaglioni femminili agli angoli. Le due soprapporte presentano, sotto un padiglione dorato, l’antico stemma sabaudo.  Il camino è in stile barocco con parascintille in bronzo dorato.

Nell’alcova è collocato il letto del re, “con fusto in legno a contorni festonati in stile Luigi XV con cimasa da capo a conchiglia, tutto dorato, avente imbottitura e coperto in stoffa seta celeste … con ricchi ornati di gallone seta crème a ricamo in stile … una sopraccoperta … di stoffa seta celeste … a contorno festonato con ornati di gallone dello stile … con suo copricuscino simile”. Il letto è Accompagnato da sei poltrone a braccioli di legno festonato e laccato bianco con intagli in stile “Luigi XV” e ricoperte di stoffa celeste ornata da gallone.

GABINETTI (SALA DA BAGNO) UMBERTO I

La tappezzeria della sala è in velluto a fiori color ocra; gli ornati floreali non sono propriamente liberty ma appartengono a quella fase ispirata ai modelli inglesi e alle decorazioni di origine gotico-preraffaellita, che precorre, e, se si vuole, inaugura il vero e proprio liberty. Il pavimento e lo zoccolo della parete sono a mattonelle policrome a fiori con inserti di marmo giallo di Siena. Le formelle dette “riggìole” furono realizzate dalle Scuole Officine di Napoli su disegno di Filippo Palazzi nel 1882 e apposte quale rivestimento nel bagno nel 1896., per un prezzo di una lira e cinquanta centesimi per ciascuna piastrella. La vasca incassata in una pedana a due scalini presenta una nicchia a trompe-l’oeil d’alabastro. Il corpo del sovrano, dopo la sua uccisione del 29 luglio 1900, fu conservato qui per circa una settimana. Il lavabo monumentale è in legno laccato bianco in stile “Luigi XV”. Anche il camino di questa stanza è barocco, con parascintille in bronzo traforato e dorato.

IL GUARDAROBA DI UMBERTO I

Nel primo dei due ambienti guardaroba è presente tappezzeria di damasco cremisi con l’immagine di un’aquila spiegata che porta lo scudo di Savoia antica. La volta è decorata con stucchi.

Particolare è il grande armadio a cinque battenti fisso alla parete, laccato pastello con decorazioni “rocaille”, così pure porte e soprapporte. Le ultime due ante dell’armadio servono da porta di passaggio ad una scaletta interna che scende al piano terreno.

ARMERIA

La volta della stanza è a stucchi con ghirlande di fiori sulla cornice perimetrale. Una grande vetrina di mogano liscio, in cui il re custodiva la sua ricchissima collezione di armi, occupa interamente due pareti della sala. Il grande bancone di mogano a cassetti raccoglieva invece tutte le munizioni.
Le preziose armi di Umberto I subirono una lenta dispersione e finrono in altre proprietà della Real Casa dopo la dismissione della Villa.
La caccia era sicuramente lo sport preferito dal re: il parco era la sua riserva di caccia e l’Armeria conservava certamente i cimeli delle sue battute.
Un’altra passione di Umberto erano i cavalli, che montava di frequente proprio nel parco della reggia di Monza.

LA BIBLIOTECA DI UMBERTO I E MARGHERITA DI SAVOIA

Realizzata dall’unione di due sale, un tempo chiamate “etrusca” e “celeste”, la splendida biblioteca in mogano, su due livelli, era un tempo luogo comune agli appartamenti dei due sovrani.
Il re teneva molto a questo ambiente: “Sua Maestà dice di aver speso 100 mila lire nella sala della Biblioteca di Monza”, annotava nel diario Paulucci delle Roncole, aiutante di campo del sovrano.

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SCHEDA TECNICA MOSTRA

titolo Regina Margherita
luogo
Villa Reale, Monza – Viale Brianza, 2

data 28 luglio: inaugurazione appartamenti reali
29 luglio – 30 settembre 2012 apertura appartamenti reali
12 settembre: inaugurazione mostra
13 settembre 2011 – 9 gennaio 2012  Regina Margherita

Orario estivo
Lunedì 14.30 – 20.30
Martedì – Domenica 10.00 – 20.30

Orario invernale dal 1 ottobre
Lunedì 14.30 – 19.30
Martedì – Domenica 9.00 – 19.30
progetto di
Fondazione DNArt

in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Consorzio Villa Reale e Parco di Monza

con il patrocinio e la collaborazione di
Regione Lombardia
Provincia di Monza e Brianza
Comune di Monza
Camera di Commercio di Monza
Comitato 150° anniversario Unità d’Italia 1861- 2011

Alto Patronato Presidente della Repubblica Italiana con il sostegno di Intesa Sanpaolo

Responsabile di progetto Elena Fontanella

Comitato scientifico
Annamaria Andreoli, Gina Carla Ascione, Imma Ascione, Sergio Baldan, Gian Mario Benzing, Gabriella Bonacchi, Romano Bracalini, Filippo Bruno di Tornaforte, Gian Paolo Caprettini, Paolo Cazzaniga, Loredana Conti, Giorgio Cosmacini, Pietro Crociani, Cecilia Dau Novelli, Renata de Lorenzo, Massimo Ferrari, Maria Fratelli, Giuseppe Galasso, Riccardo Garosci, Alessandra Ghidoli, Mauro Giancaspro, Stefano Gizzi, Maurizio Griffo, Giulia Guazzaloca, Roberto Guerri, Anna Maria Isastia, Giancarlo Lacchin, Enrica Magnani Bosio, Paolo Mascilli Migliorini, Aldo Alessandro Mola, Mariaserena Mormone, Laura Mosso, Carmine Napoli, Ivana Novani, Gianni Oliva, Pietro Petraroia, Annalisa Porzio, Rosanna Roccia, Matteo Sanfilippo,  Emilia Sarogni, Marcello Staglieno, Antonietta Taglialatela, Anna Maria Terafina, Antonio Varone, Andrea Vento, Stefano Zecchi.

Musei prestatori
Associazione Bancaria Italiana, Roma
Biblioteca Reale di Torino
Collezione Anna ed Enrica Sanfelice di Monteforte
Collezione Contessa Julia Langosco di Langosco Giavi
Collezione Roberto Devalle, Torino
Fondazione Mondragone – Museo del tessile e dell’abbigliamento “Elena Aldobrandini”, Napoli
Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze
Museo Ascione, Napoli
Museo dei Argenti e delle Porcellane, Firenze
Museo del Telefono, San Marcello (An)
Palazzo Reale, Caserta
Palazzo Reale, Napoli
Real Casa di Savoia – Collezione S.A.R. Principe Vittorio Emanuele
Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica

Informazioni e Prenotazioni
Tel. 02.29010404 –  info@fondazionednart.itprenotazioni@fondazionednart.it

Ufficio stampa
Tel 335.8124248
francescacassani@gmail.com
ufficiostampa@fondazionednart.it

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